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martedì 8 giugno 2010

Sisma e prevenzione, l'accusa di Boschi "Quel verbale fatto dopo la tragedia"

L'inchiesta

Interrogato all'Aquila il presidente dell'Ingv: "Un falso della Commissione Grandi Rischi"

L'AQUILA - C'è una prova "chiave" - secondo i magistrati della procura dell'Aquila - che dà corpo alla "negligenza fatale", "l'imprudenza e imperizia" dei vertici della Protezione civile nella tragedia del terremoto, prima della scossa mortale del 6 aprile. Ovvero, durante lo sciame sismico che fece tremare per tre mesi, quasi ogni giorno, la città. Una prova che ora è raccolta nel fascicolo d'indagine (aperto dai magistrati Alfredo Rossini e Fabio Picuti) per "omicidio colposo". Tra le carte, oltre alle ricerche scientifiche che "annunciavano" da anni il terremoto aquilano, i rapporti sugli edifici che "segnalavano" (con tanto di numero civico) quali palazzi in caso di sisma sarebbero venuti giù - come il censimento sulla vulnerabilità del patrimonio edilizio pubblico, pagato quasi centomila euro proprio dalla Protezione Civile e nel quale era evidenziata anche la Casa dello Studente - ci sono diversi interrogatori. Interrogatori fino ad oggi coperti da segreto.

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