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lunedì 29 novembre 2010

Parla la escort Nadia 'premier mi telefonò'

Per invitarmi ad Arcore, assieme a me c'erano tante ragazze giovani

ROMA - "Fui invitata ad Arcore la seconda volta dal presidente in persona. Mi chiamò sul cellulare e mi disse 'sono il sogno degli italiani'". Lo ha raccontato Nadia Macrì a 'l'intervistà di Sky tg24

AD ARCORE TANTE RAGAZZE GIOVANI- "Ad Arcore e in Sardegna ho incontrato tante ragazze giovani, penso minorenni". Lo ha detto Nadia Macrì a 'l'intervistà su Skytg24. "Dopo la vicenda di Noemi - ha aggiunto - ho pensato, allora ci sono ragazze minorenni". La giovane ha raccontato anche però di non aver mai socializzato con le altre ragazze incontrate nelle varie occasioni o festa a Milano e in Sardegna. "Non si poteva parlare tra noi - ha detto dovevamo stare zitte". "Sono andata ad Arcore per 5 mila euro - ha raccontato Nadia Macrì - ma con il presidente mi sono confidata, speravo in un aiuto da parte sua". "Forse ho sbagliato a presentarmi come una escort - ha aggiunto - avrei dovuto chiedere di fare la velina". Nadia Macrì ha anche ripercorso l'approccio che l'ha portata a conoscere Berlusconi. "Ero ad un semaforo e un giovane mi ha fermato chiedendomi se volevo seguirlo. Mi ha poi portato nello studio di Lele Mora dove c'erano altre ragazze, tutte straniere, russe e brasiliane". "Da li siamo state portate nello studio di Emilio Fede - ha proseguito - che, finito il tg ci ha parlato una per una e ha fatto una selezione, due sono state mandate via". "Ad Arcore la prima volta era tutto bello, si mangiava bene, c'erano solo le ragazze, Fede e la segretaria del Presidente che ci ha chiesto i numeri di telefono. Era una ragazza giovane, bionda alta, che lavora per la tv, sembrava lei ad organizzare tutto". "La selezione per me andò bene perché mi chiamarono una seconda volta, mi contattò direttamente il presidente sul mio cellulare". Berlusconi "mi disse: 'sono il sogno degli italiani. Sono il Presidente''. "Poi sono andata anche a villa Certosa, in Sardegna e lì oltre alle ragazze c'erano tanti imprenditori, avvocati, notai".

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