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lunedì 22 agosto 2011

Le ultime ore del regime libico Tripoli libera, giallo sulla sorte del Rais

Centocinquantasei giorni di insurrezione, guerra civile e intervento internazionale hanno concluso nella notte 42 anni di regime in Libia. A Bengasi decine di migliaia di persone hanno aspettato per tutta la notte la “notizia”, la cattura o la morte del “leader della rivoluzione”, il golpe militare che il 1 settembre 1969 rovesciò la monarchia di re Idris, considerato troppo accondiscendente verso l’occidente. La notizia però non è arrivata e Gheddafi è rimasto nel suo ultimo rifugio, nel quartiere di Bab el-Azizia, dove si sono concentrate le sacche finali della resistenza delle sue truppe. Sporadici combattimenti sarebbero ancora in corso in alcuni quartieri, ma la capitale libica è nelle mani dei ribelli.

Negli ultimi due giorni la morsa su Tripoli si è chiusa e già nel pomeriggio di ieri la Nato si era sbilanciata a dire in un comunicato ufficiale che il regime stava crollando. Tra mezzanotte e mezzo e l’una di notte in sequenza sono arrivate le conferme: arrestati due dei tre figli superstiti del colonnello, Saif al Islam - ricercato come il padre dalla Corte penale internazionale dell’Aja per crimini contro l’umanità – e Mohammed, il meno implicato nella dittatura, che per telefono all’emittente panaraba Al Jazeera ha raccontato direttamente che casa sua era circondata dai ribelli. La comunicazione è caduta improvvisamente dopo che si sono sentiti degli spari e sembrava che Mohammed fosse stato ucciso, mentre più tardi si è saputo che si era arreso ai ribelli.

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