domenica 17 luglio 2016

Il prezzo del grano in Italia? È fermo a trent’anni fa. Ma il pane dal fornaio costa il 1450% in più

Pochi controlli, legislazione carente, speculazione, import selvaggio. Da Alessandria (che con Bologna è la provincia che ne produce di più) parte la “battaglia del grano”

Il presidente della Coldiretti di Alessandria Roberto Paravidino durante la conferenza stampa di ieri assieme ad alcuni produttori di grano che hanno anche ruoli direttivi nell’associazione agricola dei coltivatori

Alessandria
Il prezzo del grano? Come trent’anni fa, 14 euro al quintale. Ma il consumatore non se ne accorge, anzi: il pane costa il 1450% in più, insomma ci vogliono trenta chili di grano per arrivare alla quotazione di un chilo di pane. Questa la situazione denunciata ieri in Coldiretti Alessandria, dal presidente provinciale Roberto Paravidino: «Nonostante la buona annata, con qualità e rese maggiori del 2015, i prezzi spuntati dai produttori non coprono più i costi e spingono alla chiusura delle aziende agricole». Il dossier lo porta martedì a Roma, alla Coldiretti nazionale, dove si decideranno azioni di protesta e pressione come quelle sul prezzo del latte. La «battaglia del grano» Coldiretti ha deciso di iniziarla qui perché quella di Alessandria è, insieme a Bologna, la provincia con la maggior produzione italiana di grano tenero (pane e biscotti). Se ne coltivano 33 mila ettari e poiché la resa 2016 si dovrebbe attestare sui 65/70 quintali a ettaro (contro i 50 del 2015) scorso, si superano i 2 milioni di quintali. A livello nazionale gli ettari coltivati sono 600 mila per 30 milioni di quintali. Se invece si passa al grano duro, quello per la pasta, coltivato soprattutto nelle regioni meridionali, gli ettari sono 1,3 milioni e i quintali 49 milioni.

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