sabato 21 ottobre 2017

Roma, tredicenne muore a scuola: ipotesi suicidio

In via Tasso, al centro. Gli investigatori hanno trovato in classe un biglietto, ipotesi suicidio

Un salto nel vuoto di alcuni metri davanti agli occhi, increduli, di alcuni compagni. Tragedia in una scuola 'bene' della Capitale. Uno studente di appena tredici anni è morto dopo essere precipitato da una scala antincendio dell'istituto Santa Maria, al centro di Roma. Soccorso in gravissime condizioni dal 118 è deceduto poco dopo in ospedale. Gli investigatori non hanno dubbi che si sia trattato di un suicidio. A quanto ricostruito, il ragazzino si è staccato dal gruppo compagni che scendevano in cortile per la ricreazione ed è risalito, ha scavalcato la ringhiera e si è lanciato nel vuoto.

Continua qui

venerdì 20 ottobre 2017

Meteo a 7 giorni: rovesci, più freddo, poi nuovamente alta pressione

Fase più movimentata del tempo in attesa di una nuova pesante rimonta dell'alta pressione...

 

Briciole di normalità (parziale) in un autunno ormai fuori controllo, come tutte le stagioni di questo infausto 2017.

Dopo una lunga sequenza di giornate tutte uguali,che hanno portato temperature esorbitanti e soffocato le città del settentrione tra nebbia e polveri sottili...ecco finalmente una perturbazione.
Niente di eccezionale...solo un passaggio veloce, che in un mare di nulla meteorologico come quello attuale, spiccherà come un grattacielo...quasi si trattasse di un evento eccezionale.
Tra l'altro non pioverà nemmeno ovunque; le "solite" regioni faranno emergere i "soliti" problemi legati alla sinottica ormai perennemente sbilenca e poco penetrante.

La prima mappa mostra le precipitazioni attese per le ore centrali di domenica 22 ottobre. Si notano alcune fasce verdi (dove pioverà), ma anche zone bianche, ovvero settori che resteranno all'asciutto a causa della sinottica penalizzante.

La perturbazione in questione non avrà come obiettivo l'Italia, bensì la Penisola Balcanica.
Tra lunedì 23 e martedì 24 ottobre (seconda mappa), la formazione di una profonda depressione più ad est farà insorgere una ventilazione settentrionale piuttosto fredda in Italia.
I fenomeni saranno concentrati essenzialmente lungo il versante adriatico e al meridione; sul resto d'Italia il sole prenderà nuovamente il comando della volta celeste, assicurando bel tempo, clima limpido e niente pioggia...anche se sotto l'egida di un clima ventoso e fresco.

A seguire cosa potrà succedere? Anche se la distanza previsionale risulta impervia, la terza mappa che vi proponiamo gode già di un'attendibilità elevata.


Continua qui

Istat: Italia da Paese di giovani a 50% over 45

Dal 1957 a oggi baricentro età spostato avanti di 15 anni

"L'Italia, che negli anni Cinquanta era tra i paesi europei più giovani, rispetto agli altri è invecchiata di più e più rapidamente". Così l'Istat nel Report 'Sessant'anni di Europa'. "Se nel 1957 la metà della popolazione italiana aveva meno di 31 anni, ora ne ha più di 45. In sessanta anni, dunque, il baricentro della popolazione italiana si è spostato di oltre 15 anni", spiega. 

Continua qui

Como, 3 bimbe morte nella casa incendiata dal padre

Poi si uccide. Dramma della follia per un marocchino di 49 anni

Tragedia familiare a Como: un uomo di nazionalità marocchina di 49 anni avrebbe volontariamente appiccato il fuoco all'abitazione in cui viveva con quattro bimbe di età compresa tra i 3 e i 12 anni. Poi si sarebbe ucciso. Per le ustioni e le intossicazioni riportate nel rogo, tre delle quattro bambine sono morte successivamente in ospedale, mentre la quarta, ricoverata a Cantù, resta in gravissime condizioni.

Si è salvata la moglie del marocchino, una donna di cui non è ancora stata resa nota l'età. Si sa solo che la donna ultimamente era stata ricoverata in una struttura di Como per problemi psichiatrici. Da tempo la famiglia era seguita a Como dai servizi sociali.

Continua qui

La morte in città

C’è il sole, fa caldo (26 gradi), il cielo di Milano è splendente. La morte non si vede.

Ogni milione di persone che abitano in Italia, 1500 muoiono a causa dell’aria che respirano. Il doppio della Francia, quasi il triplo della Spagna. Lo ha detto il Report sulla qualità dell’aria realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile con Enea e Ferrovie, pubblicato un mese fa. Da quattro giorni, a Milano, la soglia di pericolo è stata superata. Pm 10, ovvero “polveri sottili”, a 80mg\mc quando la soglia è 50. Si passeggia al sole, si beve un caffè nel tavolino all’aperto. Si passeggia con i bambini nel parco. Si fa jogging. Si spalancano le finestre. Si sta bene,al sole, contenti, allegri. E si respira morte. Sembra impossibile, è una giornata così bella.
Dunque,non ci si pensa. Basta con il pessimismo, basta con il catastrofismo, godiamoci quello che c’è. Perché ci risulta tanto difficile accettare , capire, che le polveri sottili ci mangiano la vita?

Forse perchè pensiamo che non ci sia nulla che possiamo fare? Le polveri sottili sono,tra i temi della politica, forse uno dei più “politici”. Riguardano il bene comune. Richiedono sacrifici in comune. E se il tema fosse quello dei sacrifici? Del riscaldamento da tenere spento, del diesel da lasciare in garage, del pellet da non mettere dentro la stufa? Se fosse quello della rimozione? La morte da inquinamento dell’aria non si vede.

Continua qui

Emergenza smog: il Comune Torino ai cittadini: "Non aprite porte e finestre"

Per gli spostamenti a piedi o in bicicletta, l'esortazione è di "farlo per il più breve tempo possibile"

 

"Evitare di aprire porte e finestre". E' l'invito del Comune di Torino dopo che la concentrazione di Pm10 è schizzata a 114 mcg/mc, oltre il doppio del limite (50). "In una situazione così critica" l'assessorato all'Ambiente invita i cittadini ad adottare una "serie di precauzioni": Evitare attività fisica e prolungata all'aperto e, in particolare per anziani, bambini e soggetti con patologie cardiorespiratorie, rimanere il più possibile in ambienti chiusi, evitando anche di aprire porte e finestre".

Per gli spostamenti a piedi o in bicicletta, l'esortazione del Comune di Torino è di "farlo per il più breve tempo possibile muovendosi lontano dalle vie più trafficate". Da ieri a Torino è bloccato, dalle 8 alle 19, il traffico di tutte le auto private fino ai diesel Euro 4 compresi, ma sabato il divieto sarà con ogni probabilità esteso agli Euro 5. "Le misure restrittive adottate in questi giorni - spiega l'assessore comunale all'Ambiente Alberto Unia - rispondono in primo luogo alla necessità di tutelare la salute di tutti. Per questo motivo, pur consapevole che occorra sopportare qualche disagio, raccomando di rispettare le disposizioni relative alle limitazioni al traffico e, per quanto riguarda il riscaldamento degli ambienti, ricordo che la temperatura non dovrebbe superare i 19 gradi (con tolleranza di 2 gradi) nelle abitazioni e in spazi ed esercizi commerciali. Per evitare sprechi di energia e ulteriori emissioni inquinanti - conclude l'assessore Unia - consiglio inoltre di tenere le porte chiuse".

Altre città piemontesi, da Alessandria a Vercelli hanno emesso ordinanze di blocco al traffico.

Continua qui

giovedì 19 ottobre 2017

Firenze, cade un pezzo di capitello a Santa Croce: muore un turista spagnolo

Firenze - Un turista spagnolo di 52 anni è morto colpito da un elemento architettonico caduto dalla sommità di una navata della Basilica di Santa Croce a Firenze.
L’uomo è stato colpito da una parte di un capitello di una trentina di centimetri. Il distacco è avvenuto nei pressi della navata centrale, da una trentina di metri di altezza. Il turista sarebbe stato colpito alla testa. Inutili i soccorsi prestati: il personale del 118 ha tentato a lungo manovre di rianimazione. Secondo quanto si apprende, l’incidente si sarebbe verificato sotto gli occhi della moglie che era con lui. Sul posto, oltre agli operatori del 118, polizia, carabinieri, vigili del fuoco, personale dell’Opera di Santa Croce

Continua qui

Novi e il territorio al fianco dei lavoratori dell’Ilva

Il Comune di Novi e le Istituzioni del territorio sostengono richieste dei rappresentanti dell’Ilva, alla base anche della nuova giornata di protesta di giovedì 19 ottobre

NOVI LIGURE (AL) – Il territorio è stretto al fianco dei lavoratori dell’Ilva di Novi Ligure e dei sindacati, impegnati nella battaglia per scansare i 54 esuberi dichiarati nello stabilimento novese e per riaprire la trattativa per la riassunzione dei dipendenti nella nuova società Am InvestCo.
Il sindaco di Novi Rocchino Muliere insieme al resto della Giunta e ai consiglieri di Palazzo Dellepiane, alla Provincia, ai consiglieri regionali e ai parlamentari del territorio ha infatti condiviso la piattaforma di richieste dei rappresentanti dell’Ilva, alla base anche della nuova giornata di protesta di giovedì 19 ottobre.  Durante le 8 ore di sciopero sui tre turni, i lavoratori guidati da Fiom, Fim e Uilm dalle 9 del mattino attraverseranno il centro di Novi fino ai giardini pubblici all’angolo tra via Garibaldi e via dei Mille per parlare con i cittadini novesi della delicata vicenda del gruppo siderurgico. Nel corteo di lavoratori ci saranno anche le Istituzioni del territorio che uniranno la loro voce a quella dei dipendenti dell’Ilva e dei sindacalisti per chiedere al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda la “riapertura delle trattative per la vendita dell’Ilva. L’obiettivo è salvaguardare la continuità del rapporto di lavoro e tutti i diritti maturati negli anni dai dipendenti del gruppo siderurgico che transiteranno AM InvestCo. L’attenzione è però massima anche per l’enorme gruppo di lavoratori considerato in esubero dal Gruppo Arcelor Mittal – Marcegaglia. Oltre 4 mila persone in tutti gli stabilimenti dell’industria siderurgica di cui 54 proprio a Novi Ligure.

Continua qui

Tra nebbie sparse e qualche pioggia sulla Sardegna, ma domenica...

...Transito di un impulso instabile, seguito da una massa d'aria più fresca che scaverà una depressione sul meridione, che rinnoverà l'instabilità sino a martedì al sud e sul medio Adriatico. Altrove ritorno dell'alta pressione sino a venerdì 27, poi possibile rivoluzione barica sull'Europa e arrivo di maltempo autunnale.


COMMENTO: stamane il modello americano getta la maschera e propone per la fine del mese una clamorosa uscita di scena dell'anticiclone e l'ingresso di masse d'aria di origine artica sin sul centro Europa con conseguente maltempo e freddo, in estensione anche all'Italia. Sarà vero? I segnali ci sono, vedremo se ne seguiranno altri. 

SITUAZIONE: un modesto nucleo di aria instabile raggiungerà la Sardegna nel corso della giornata, favorendovi qualche rovescio, un po' di nubi si faranno strada anche sulla Penisola da ovest, ma senza conseguenze, mentre il calo pressorio sta favorendo la formazione di nebbie o strati bassi su pianure e coste.


EVOLUZIONE: nella notte su venerdì nubi e fenomeni (scarsi) si andranno localizzando a ridosso della Sicilia, poi perderanno importanza. Altrove non interverranno particolari variazioni e le nebbie potranno ancora insistere o ripresentarsi sulle zone pianeggianti. 

FINE SETTIMANA: sabato tempo discreto sull'insieme del Paese ma ancora con presenza di strati nuvolosi bassi o locali nebbie su pianure e coste. Domenica una depressione in transito sul centro Europa spingerà un veloce impulso instabile sul nostro Paese, determinando rovesci dapprima al nord e sulle regioni tirreniche, dalla sera su medio Adriatico e meridione. 

Continua qui

mercoledì 18 ottobre 2017

Sogni e incubi d’impresa, mentre l’Alessandrino autocelebra il nulla

Ilva, Outlet, Mossi & Ghisolfi. Novi Ligure e Tortona. Industrie, territori e modelli (in sviluppo e in crisi) a confronto in una provincia che rincorre sogni irrealizzabili e non concretizza quello che ha invece a portata di mano. L’Alessandrino è fatto poi di un capoluogo avvolto dalle nebbie dell’autocelebrazione e dalla incapacità di progettare il futuro. Dal polo di Valenza che, con fatica e grazie alla convinzione manifestata da gruppi internazionali (lo dimostrano i dati dell’ultimo Monitor dei Distretti piemontesi realizzato da IntesaSanpaolo) sta recuperando lo smalto che si era appannato e che era annegato nella crisi di un sistema frammentato e frantumato tra capacità imprenditoriali di avanguardia e pura improvvisazione. Da Acqui Terme dove l’industria, a parte meritorie eccezioni, è in larga misura un ricordo e il terziario turistico legato alle terme (fra le prime in Italia per qualità) che è sempre in affanno a causa delle disastrose politiche pubbliche e di una imprenditoria privata che non ci ha mai creduto fino in fondo. Da Ovada, altra terra di mezzo fra Piemonte e Liguria, appannata, ma anche capace di, pur pochi, guizzi d’ingegno. Da Casale Monferrato, terra del ‘freddo’ massacrata dalla crisi del settore, ma anche tessuto imprenditoriale che ha saputo introdurre un minimo di diversificazione, poca e non sufficiente per recuperare quanto andato perduto, però è almeno qualcosa.  

Questa è l’industria in un quadro fortemente di sintesi che se esaminato più in dettaglio mette in evidenza il ruolo, spesso fuori dal controllo delle amministrazioni locali, delle multinazionali e i limiti, clamorosi per certi aspetti, delle società dalle radici locali. I casi recenti di Ilva, Outlet di Serravalle Scrivia e Mossi & Ghisolfi sono lo specchio di un sistema che sfugge a logiche e dinamiche locali, ma che potrebbe, a sua volta, offrire opportunità da sfruttare. Citiamo anche Guala Closures di Alessandria. Azienda leader nelle chiusure di sicurezza per liquori, vino, olio e aceto, acqua e bevande, prodotti farmaceutici e cosmetici (sede operativa nella zona industriale D6 di Alessandria, sede legale in Lussemburgo, un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro, 26 stabilimenti nel mondo e circa quattromila dipendenti) che è in vendita. Vicenda che ovviamente travalica confini e competenze locali, ma che non viene minimante presa in considerazione dalla politica e tanto meno capita dall’opinione pubblica media che ancora crede che il nome Guala rappresenti la storica famiglia industriale che con quell’azienda, in realtà, non ha più nulla a che vedere tranne che per una presenza simbolica.

Continua qui

martedì 17 ottobre 2017

Uragani in Europa: attenzione alle meteo-bufale

Dopo Maria e Xavier è il turno di Ophelia. Europa continuo bersaglio di uragani? Facciamo chiarezza

Nel giro di poche settimane sono circolate in rete molte meteo-bufale sull'arrivo di uragani in Europa e in Italia. Nello specifico, notizie false o imprecise sugli uragani Maria e Ophelia e sulla tempesta di vento Xavier. Nonostante la forza di Ophelia sia stato devastante, è necessario specificare subito che Ophelia non ha raggiunto l'Europa in qualità di uragano, come è invece stato annunciato in molti articoli, perché nella notte tra domenica 15 ottobre e lunedì 16 era stata declassata a tempesta extra-tropicale. Con la sua violenza, la tempesta Ophelia ha spazzato le isole britanniche con venti di 140 km/h e raffiche che hanno sfiorato i 180, causando 3 vittime, lasciando oltre 300.000 persone senza elettricità e alzando onde che, al largo, hanno raggiunto i 14 metri. I suoi venti hanno, inoltre, alimentato gli incendi in Portogallo e nella Galizia spagnola, dove i roghi hanno provocato la morte di almeno 39 persone. Ma non è finita qui, perché mentre Ophelia sta ancora transitando sulle isole britanniche stanno già circolando notizie false che lanciano l'allarme per l'Italia, sostenendo che il nostro Paese possa essere raggiunto da un nuovo ciclone, figlio dell'ex uragano Ophelia.

Pochi giorni fa le aree settentrionali di Paesi Bassi, Germania e Polonia erano state spazzate da una violenta tempesta di vento, Xavier. Ne abbiamo parlato qui. Prima ancora, era stata la volta di Maria: l'uragano che ha messo in ginocchio i Caraibi ha preso il largo nell'oceano Atlantico, direzione Nord-Est. La traiettoria di Maria ha dato modo a molti di lanciarsi in titoli azzardati e allarmistici, secondo cui Maria avrebbe raggiunto l'Europa. Ancora una volta, una notizia falsa diffusa nella spasmodica ricerca di facili click. Come ha spiegato la meteorologa Serena Giacomin nell'approfondimento che si può trovare cliccando qui, Maria ha perso la propria devastante potenza attraversando le acque più fredde dell'oceano Atlantico, assumendo un aspetto che per noi europei è quello di una normale perturbazione.


Continua qui 

 

Maltempo: le norme di comportamento in caso di nubifragi

Inverno di gelo e neve? Ecco perché è una meteo-bufala

 

 

Incendi in Spagna, Portogallo: bilancio tremendo, almeno 31 morti

Si aggrava ulteriormente il bilancio dei devastanti incendi che hanno colpito fra ieri e oggi Portogallo e Spagna.

Drammatico il bilancio delle vittime, salito proprio negli ultimi minuti secondo le principali fonti di stampa: alle 12 si contavano già 27 morti in Portogallo; altre 4 vittime del fuoco in Spagna dove la regione maggiormente colpita è la Galizia. Dunque almeno 31 vittime.

Continua qui

lunedì 16 ottobre 2017

Meteo a 7 giorni: l'alta pressione molla la presa: maggiori occasioni piovose per il nostro Paese

L'alta pressione resterà in sella fino alla giornata di mercoledì 18 ottobre. A seguire l'Italia tornerà ad avere alcune occasioni piovose anche se non molto "democratiche" ed estese. 

 

Ancora 24-36 ore di indiscusso bel tempo in Italia...poi la situazione inizierà a cambiare sul nostro Paese e sul bacino del Mediterraneo.

L'alta pressione che ci tiene compagnia da molti giorni tenderà a cedere a partire da mercoledì sera, sotto i colpi di un ritrovato flusso atlantico.

La prima perturbazione è prevista sull'Italia tra giovedì 19 e venerdì 20 ottobre (prima mappa). Le sue intenzioni non sono ancora del tutto chiare, tuttavia alcune precipitazioni sembrano garantite al nord, sulla Sardegna e sul Tirreno anche se in maniera sparsa ed irregolare.
Si tratterà di aria umida atlantica; di conseguenza non aspettiamoci l'arrivo del freddo, anche se i valori termici tenderanno a scendere dopo gli esuberi di questi giorni, mantenendosi però di poco superiori alla norma.

Continua qui

Ultime ore:

Sale a 3 il numero dei morti provocati dall'uragano Ophelia in Irlanda: sono una donna e due uomini uccisi da alberi caduti. Nel Paese sono state chiuse scuole e università. Sono oltre 360mila le abitazioni rimaste al buio nel Paese.Sospesi anche vari servizi pubblici. Le autorità hanno chiesto alla popolazione di restare a casa, evitare spostamenti e attività all'esterno. Dopo aver colpito il sud-ovest, Ophelia si è spostata a Nord, dove è in vigore l'allerta arancione. Allarme anche in Galles (GB), dove la tempesta è attesa nelle prossime ore. Già chiuse le scuole.

Incidente a Villavernia: due persone decedute e un ferito grave

L'incidente è avvenuto prima dell'alba.

Forse l’alta velocità potrebbe aver provocato l’uscita di strada della Mercedes Classe A sulla provinciale 35 tra Villalvernia e Cassano Spinola. I Carabinieri di Novi Ligure sono però ancora impegnati a ricostruire l’esatta dinamica del gravissimo incidente in cui questa mattina, intorno alle 6, hanno perso la vita due delle tre persone a bordo della vettura. All’arrivo dei medici del 118 per Giuseppe Fraterrigo 44 anni e per Andrea Ursino 62 anni purtroppo non è stato possibile fare nulla.


Continua qui

domenica 15 ottobre 2017

Carabiniere genovese muore a Vercelli in un’esercitazione di paracadutismo

Genova - Giuseppe Pace, un carabiniere di 41 anni in servizio a Genova, è morto nel pomeriggio in un tragico incidente avvenuto all’aeroporto Carlo Prete di Vercelli, in Piemonte.
Il militare è precipitato durante un’esercitazione di paracadutismo: la dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli inquirenti, che hanno aperto un’inchiesta sull’accaduto.

Continua qui

L'Italia pericolante: 8 case su 10 a rischio in caso di catastrofi

L'Italia pericolante: 8 case su 10 a rischio in caso di catastrofi
L'allarme arriva da una ricerca dell'Ania,  l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, da cui emerge come il 78% delle abitazioni italiane siano esposte ad un rischio-medio alto in caso di terremoti ed altri fenomeni catastrofici

 


L'Italia pericolante: 8 case su 10 a rischio in caso di catastrofi
 
Il 78% delle case italiane, quasi 8 su 10, sono esposte ad un rischio alto o medio alto tra terremoto e fenomeni idrogeologici.
Un dato allarmante che arriva dall'Ania, l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, che inoltre fa notare che soltanto il 17% delle famiglie è consapevole del pericolo mentre circa l’83% non crede o non sa di essere esposto a rischio catastrofale.
Entrando nel dettaglio, dall’analisi dell’Ania emerge che il 35% delle abitazioni italiane è esposto ad elevato rischio sismico mentre il 55% è esposto ad elevato rischio idrogeologico.
 


L'Italia pericolante: 8 case su 10 a rischio in caso di catastrofi
Purtroppo l'Italia è il sesto Paese per danni subiti da catastrofi naturali e ogni anno il settore pubblico interviene per circa 3 miliardi di euro di danni. Non è un caso che si siano verificati nello Stivale sei dei 10 terremoti più costosi e potenti avvenuti in Europa negli ultimi 40 anni.
A livello di rischio globale, soltanto la Grecia è messa peggio dell'Italia, senza contare il Giappone che comunque è molto meglio organizzato nella prevenzione di tali fenomeni.



Potrebbe interessarti: http://www.today.it/economia/case-italiane-rischio-terremoto-catastrofi.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930
Continua qui


Potrebbe interessarti: http://www.today.it/economia/case-italiane-rischio-terremoto-catastrofi.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930

venerdì 13 ottobre 2017

CALDO e SICCITA': ecco la RADICE dei nostri PROBLEMI...

Il getto alle medie latitudini non esiste più...

 

C'era una volta il caro e vecchio getto atlantico, quel lungo fiume d'aria che assicurava la variabilità delle medie latitudini e di rimando anche la nostra.

Il getto atlantico era una sorta di binario sul quale transitavano le perturbazioni e le depressioni. La pioggia, di conseguenza, era garantita soprattutto nel semestre freddo (in autunno al centro e al nord, in inverno al meridione) quando l'irruenza del getto medesimo scendeva di latitudine.
Se guardiamo la mappa della corrente a getto che soffia in questi ultimi mesi notiamo che il fiume d'aria in questione scorre senza lacune solo oltre il 50-esimo parallelo. Al di sotto di questo limite, il getto compie vistose ondulazioni che inevitabilmente evolvono in blocchi circolatori.
 
Se per puro caso la nostra Penisola finisce sotto un promontorio (come attualmente) la spinta del getto da ovest è inesistente e l'alta pressione può durare mesi e mesi senza che vi sia possibilità di sblocco.
La stessa cosa vale ovviamente per le lacune bariche, come successe nel 2014 quando non smetteva mai di piovere.

Continua qui


MODELLO AMERICANO: ancora conferme di anticiclone, tuttavia tra giovedì 19 e venerdì 20...

Meteo a 15 giorni: speranze di pioggia non ancora sopite...

Ophelia diventa un uragano, ora si dirige verso l'Europa [VIDEO]

 

giovedì 12 ottobre 2017

Controlli: una azienda su due irregolare e un lavoratore su 5 in nero

Il bilancio dell'attività del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Alessandria continuerà per arginare la piaga del lavoro nero e garantire la sicurezza.

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – È continuo ed efficace l’impegno in provincia per contrastare il lavoro nero, il caporalato, le truffe ai danni degli enti previdenziali e per tutelare la sicurezza sul lavoro. La conferma emerge dai risultati conseguiti fino a ora dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Alessandria, guidato dal Luogotenente, Domenico Cortellino, e coordinato da Sergio Fossati, Capo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Asti-Alessandria.

Il primo bilancio dell’anno ha portato a fa emergere, su 322 lavoratori controllati, 64 persone “in nero”, 35 irregolari e sette lavoratori privi di permesso di soggiorno per motivi di lavoro. In tutto 29 i datori di lavoro denunciati per inosservanza delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro e sull’immigrazione.

Continua qui

Sacchetti per ortofrutta: dal 1° gennaio 2018 saranno biodegradabili e compostabili, ma a pagamento! Approvata la legge alla Camera

Dal 1° gennaio 2018 anche i sacchetti per ortofrutta dovranno essere biodegradabili e compostabili, lo annuncia un comunicato di Assobioplastiche, commentando l’approvazione alla Camera della legge di conversione del decreto legge Mezzogiorno, che definisce i nuovi requisiti per tutte le buste con spessore inferiore ai 15 micron (micrometri). La legge conferma anche le regole per gli shopper monouso biodegradabili per asporto merci.

La nuova norma riguarda i sacchetti leggeri utilizzati per trasportare la spesa, quelli più leggeri usati per imbustare la frutta e la verdura venduta sfusa e anche carne, pesce, prodotti da forno e di gastronomia che si acquistano al banco nei  supermercati. Tutti dovranno essere biodegradabili e compostabili, rispettando lo standard internazionale UNI EN 13432 e per questo motivo necessiteranno di una certificazione da parte di enti accreditati.

C’è di più: tutti i sacchetti biodegradabili e compostabili, comprese le shopper per la spesa, a partire dal nuovo anno dovranno contenere almeno il 40% di materia prima da fonte rinnovabile. Una percentuale che salirà al 50% nel 2020 e al 60% l’anno dopo. Inoltre, per i sacchetti da usare a contatto con il cibo è richiesta l’idoneità alimentare.

L’ultima novità che rappresenta una nota dolente per i consumatori, è che dal gennaio 2018 tutti i sacchetti leggeri e ultraleggeri dovranno essere ceduti esclusivamente a pagamento, come avviene adesso per le shopper monouso da spesa in vendita alle casse dei supermercati al prezzo di 10 centesimi circa. Tra pochi mesi i consumatori dovranno dire addio ai sacchetti per ortofrutta (macelleria, pescheria, gastronomia, ecc.) distribuiti gratuitamente. Il prezzo di vendita (ancora sconosciuto) dovrà risultare sullo scontrino o sulla fattura, come già accade per le buste da asporto merci.



Continua qui 

Inquinamento, da 10 fiumi arriva 90% della plastica in mare

Esperti, una gestione migliore può dimezzare l'inquinamento

Appena dieci fiumi, nel mondo, sono responsabili di circa il 90% della plastica trasportata in mare.
A dirlo è uno studio tedesco pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology dell'American Chemical Society.

I fiumi sono i principali traghettatori di rifiuti negli oceani, dove ogni anno - secondo il Programma Ambiente delle Nazioni Unite - finiscono 8 milioni di tonnellate di plastica.

Stando ai ricercatori dieci fiumi nel mondo, di cui otto in Asia, sono responsabili da soli dall'88% al 95% di tutta la plastica portata in mare. 

Continua qui

Riciclo rifiuti, l'Italia al 76,9%, è la prima in Europa

 

 

mercoledì 11 ottobre 2017

Il ciclista francese derubato: "Ma da voi ho trovato anche solidarietà e gentilezza"

Etienne Godard girava il mondo in bici da 11 mesi. Poi il furto in una spiaggia di Castel Volturno. "Così amici italiani mi hanno tirato fuori dai guai". "Mi sono sentito morire poi l'appello sui social e la mountain bike regalata da Francesco"

di GIUSEPPE DEL BELLO e CRISTINA ZAGARIA


NAPOLI. Undici mesi di viaggio. Quindicimila chilometri in bicicletta. Da Hong Kong alla Normandia: un'avventura. Etienne Godard, 30 anni, medico francese, arriva in Italia, e mentre fa un bagno in un lido di Castel Volturno in provincia di Caserta gli rubano la bicicletta. "Catastrofe". Ma proprio quando pensa che il suo viaggio sia finito, ecco che riparte, "ancora più veloce, grazie alla grande solidarietà dell'Italia ". Etienne, ci racconta cosa ha provato quando uscito dal mare non ha visto più la bici? "Catastrofe. Disastro. Paura. Sono praticamente morto.

Non è solo il valore economico. Su quella bici c'era di tutto: attrezzatura da campeggio, telefono, macchina fotografica, i miei occhiali da vista. Ma soprattutto ero rammaricato per il valore sentimentale: tutti i ricordi di questo anno incredibile. Sono appassionato di bici, con mia moglie Mathilde, anche lei medico, ho preso un anno sabbatico e volevo fare, e poi raccontare, l'"avventura della vita" ".

Continua qui

martedì 10 ottobre 2017

Usa: almeno 10 morti in incendio California, migliaia evacuati

E' il peggiore della storia dello stato

Almeno 10 persone sono rimaste uccise a causa del peggiore incendio nella storia della California. Oltre 20mila persone sono state evacuate nella regione settentrionale dello stato.

Bruciano i vigneti e le foreste della Napa Valley, la regione nel nord della California conosciuta in tutto il mondo per la sua produzione vinicola. Il governatore dello stato, Jerry Brown, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha mobilitato la Guardia Nazionale dopo che una serie di violenti incendi sta devastando la zona a nord di San Francisco. Almeno 1.500 edifici fra abitazioni e strutture commerciali sono già andati distrutti in diverse contee, incluse Napa e Sonoma, e le autorità hanno ordinato l'evacuazione di circa 20mila persone (tra cui oltre 200 pazienti di un ospedale).
 L'incendio ha imperversato per tutta la notte in otto contee: oltre a quelle di Napa e Sonoma, anche a Yuba, Butte e Nevada, ai piedi della Sierra Nevada. Nel complesso sarebbero già stati distrutti oltre 10 mila acri di terreno, e il fumo è nell'aria anche a San Francisco.

Continua qui

lunedì 9 ottobre 2017

Un morto e un ferito a Palermo, fermata donna di 20 anni

Vittime due fratelli. Forse movente è lite di vicinato

Due fratelli, Leonardo e Giuseppe Bua, sono stati affrontati in piazzetta Caruso a Palermo, da qualcuno che ha esploso contro di loro numerosi colpi di pistola. Leonardo è morto mentre Giuseppe è gravemente ferito ed è stato trasportato nell'ospedale Villa Sofia. I sanitari del 118 giunti nella piazzetta hanno constatato la morte di Bua. Indagano gli agenti della squadra mobile.
I due fratelli sono stati affrontati nel pomeriggio, in piazzetta Caruso, vicino casa. Lì sono sono stati colpiti da numerosi colpi di pistola; il primo è stato ucciso, il secondo è stato ferito gravemente ed è stato portato in Rianimazione nell'ospedale Villa Sofia.
Una giovane donna è stata fermata dalla polizia perchè sarebbe stata lei a sparare uccidendo i due fratelli.

Continua qui

Catalogna, un milione al corteo unionista di Barcellona

Rajoy ai manifestanti: non siete soli. Decine di pullman da tutta la Spagna per la marcia. Fischiato il leader di Podemos

Un fiume rosso e giallo in piena. Centinaia di migliaia di persone - 350mila per la polizia, 950mila per gli organizzatori - hanno invaso il centro di Barcellona con le bandiere spagnole in mano per opporsi ai piani del presidente catalano Carles Puigdemont di proclamare, forse già martedì, l'indipendenza.


Ma Puigdemont non arretra: "La dichiarazione di indipendenza è prevista dalla legge del referendum come applicazione dei risultati: applicheremo quanto dice la legge", ha ribadito in un'intervista registrata nei giorni scorsi e andata in onda stasera su Tv3. Ma la situazione cambia di ora in ora e le parole di ieri potrebbero essere già superate. Per la Catalogna sono le 48 ore più difficili.

Continua qui

sabato 7 ottobre 2017

Londra, auto contro la folla, feriti lievi. Un uomo arrestato. Polizia: 'E' stato incidente stradale'

E' avvenuto davanti al Museo di storia naturale. Un arresto. Polizia: 'Per ora non è trattato come atto terrorismo'.

Paura a Londra. "Undici persone sono rimaste ferite" dopo che un'auto è piombata sulla folla davanti al Museo di Storia naturale. Lo riferiscono i servizi sanitari precisando che "nove sono stati ricoverati in ospedale", scrive la Bbc su Twitter. "Molti di loro hanno ferite alla testa e alle gambe".
Diverse persone sono rimaste ferite lievemente dopo che un'auto ha investito un gruppo di pedoni davanti al Museo di storia naturale. Un sospetto è stato arrestato. L'uomo arrestato è stato bloccato a terra e immobilizzato dai poliziotti davanti agli sguardi attoniti dei turisti presenti davanti al Museo. "Non è terrorismo", ma si tratta di un "incidente stradale". Lo ha reso noto Scotland Yard, secondo quanto riferisce la Press Association.

L'auto è piombata sulla folla intorno alle 14,20 ora locale (le 15,20 in Italia), scrive il Daily Mail, precisando che diverse stazioni della metropolitana tra cui Sloane Square e South Kensington sono state chiuse. Un testimone sconvolto da quanto acceduto ha scritto su Twitter: "ho visto un'auto che si dirigeva verso la folla. A me non è accaduto nulla, ma vi prego di dirlo ai vostri amici se sono qui presenti vicino al museo nazionale". Un altro ha aggiunto: "Sembra che un ragazzo abbia cercato di falciare le persone davanti al museo di storia naturale'.

Continua qui

Ilva, annunciati 4 mila esuberi: coinvolto anche lo stabilimento di Novi

Sindacati mobilitati anche a Novi Ligure per protestare contro il piano di tagli che coinvolgerà il gruppo Ilva. Nella fabbrica di strada Boscomarengo previsti 54 esuberi. E chi rimane sarà licenziato e riassunto, perdendo anzianità e tutele. Lunedì sciopero e picchetto davanti allo stabilimento

NOVI LIGURE (AL) – Sindacati mobilitati anche a Novi Ligure per protestare contro il piano di tagli che coinvolgerà il gruppo Ilva, con 4.200 esuberi in tutta Italia. A subire la sorte peggiore sarà lo stabilimento di Genova Cornigliano, in cui la forza lavoro sarà ridotta del 40 per cento; a Taranto i dipendenti saranno il 28 per cento in meno. Anche gli impianti novesi di strada Boscomarengo saranno toccati: annunciati 54 esuberi, che potrebbero riguardare sia gli operai che il personale impiegatizio.

Pochi i 54 posti che si perderanno a Novi se confrontati con gli oltre 4 mila a livello nazionale? Anche a pensarla così non ci sarebbe proprio nulla da festeggiare. Anzi. Il documento di otto pagine spedito alle sigle sindacali e firmato dai vertici di Am InvestCo – la cordata formata dal gruppo indiano Arcelor Mittal e dalla società italiana Marcegaglia – prevede che tutti i dipendenti dell’Ilva, anche quelli non in esubero, saranno licenziati per poi essere riassunti con la nuova normativa del Jobs Act. Perderanno quindi le tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, l’anzianità di servizio e i vantaggi garantiti dal contratto integrativo.
I lavoratori riassunti dovranno inoltre firmare «verbali di conciliazione» rinunciando espressamente «a ogni pretesa connessa a qualsiasi titolo ai precedenti rapporti di lavoro intrattenuti con la società».

Continua qui

Alluvione 1977: la tragedia che ha cambiato tutti

Il 7 ottobre di quarant'anni fa il maltempo colpì Piemonte e Liguria coinvolgendo anche la nostro porzione di territorio in una scia di morte e devastazione

CRONACA - Sono trascorsi 40 anni dalle terribili giornate del 6 e  7 ottobre 1977, quando acqua e frane colpirono durissimo Liguria e basso Piemonte, portandosi via 15 vite. La furia della pioggia, quella che oggi chiameremmo “bomba d’acqua”, sconvolse  una  fascia enorme, stimata in 800 kmq, della nostra  provincia, da Gavi a Serravalle a Tortona, e ancora verso Ovada ed Acqui, toccando anche la zona di Alessandria.  Una media di trecento millimetri di pioggia caddero nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, con un picco massimo in alta val d’Orba di 480 mm,  con conseguente piena dei fiumi e dei torrenti e centinaia di frane e smottamenti. Case abbattute, strade sconvolte, fabbriche invase da fango e acqua, opere pubbliche fuori uso,  l'agricoltura in crisi.  Ma soprattutto tante, troppe vittime: ben  undici.

A Serravalle Scrivia una frana cancellò Villa Armanina, di proprietà dell’allora presidente della provincia Lorenzo Demicheli. Insieme alla villa, si portò via anche  la moglie e il suocero del presidente. Angela Traverso Demicheli e suo padre Natale Traverso, di 42 e 79 anni, erano tornati a casa per cercare di salvare qualcosa ma la frana li sorprese e pose fine alla loro vita. Con loro, anche l’agricoltore Giuseppe Repetto. A Tortona persero la vita  il fotografo Angelo Davio,  suo figlio Massimo, studente universitario ventitreenne, e il suocero Guglielmo Ravasi di  79 anni. Inoltre perse la vita il corriere cinquantatreenne Luigi Cioccale, la cui moglie morì  qualche tempo dopo per tetano, contratto probabilmente durante i giorni dell'alluvione. Ad Acqui l’acqua si portò via il  sessantacinquenne Carlo Scazzola e a Castelceriolo l'agricoltore Pio Pipistrello di  35 anni. Infine la piena si portò via due giovani: il 24enne  Alfredo Dogali di Cassinelle e il 25enne di Novi  Giuseppe Traverso, travolti nelle loro auto dalla piena dell'Orba presso il lido di Predosa. Rimasero sorpresi dalla piena, che arrivò a passare sulla strada e li bloccò nelle auto. Non furono veloci a scendere e un’ondata se li portò via. Vennero poi ritrovate le loro auto, ma fino ad oggi non si è potuta dare sepoltura ai loro corpi. Nel comprensorio di Alessandria furono 120 i comuni colpiti dall'alluvione e i danni furono valutati oltre  cento di miliardi di lire. A Gavi, il letto del fiume si abbassò di ben 5 metri e la collina del forte crollò in parte sull’abitato: fu solo per miracolo se non vi furono vittime anche lì.

Continua qui

giovedì 5 ottobre 2017

Il video virale di Intesa Sanpaolo e la gogna senza senso dei social

Una clip privata pensata per un concorso aziendale finisce in rete. E contro la direttrice di una filiale di provincia si scatena il linciaggio


Nella mattinata di ieri una bomba è esplosa nell'internet italiano. Un video autoprodotto dalla filiale di Castiglione delle Stiviere di Intesa Sanpaolo, girato per un contest aziendale che mirava a creare un po' di sana competizione tra le varie sedi, nel quale i dipendenti si presentano e intonano una canzone per spiegare la bontà dei loro servizi. "Io ci sto! Ci metto la faccia, ci metto la testa, ci metto il mio cuore" canta Katia, la direttrice.

Il video è artigianale, goffo, grottesco, divertente. I dipendenti della filiale appaiono impacciati e poco intonati. Ha tutte le carte in regola per diventare virale. Forse è per questo motivo che da quando è stato girato lo scorso giugno fino a ieri mattina è rimasto privato, circolando solamente all'interno del relativo contest.


Continua qui

Arrestato Battisti, tentava fuga in Bolivia

Ex terrorista in manette alla frontiera con il Brasile

L'ex terrorista Cesare Battisti è stato arrestato nella città di Corumbà, alla frontiera tra Brasile e Bolivia.

Secondo la versione online del quotidiano O Globo, le autorità brasiliane sarebbero convinte che l'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) stesse cercando di fuggire in Bolivia. L'italiano sarebbe stato fermato dalla polizia stradale federale durante un normale blitz. Condannato all'ergastolo in via definitiva per quattro omicidi commessi durante gli anni di piombo, Battisti nel 2010 ha ottenuto lo status di rifugiato politico in Brasile dall'ex presidente della Repubblica, Luiz Inacio Lula da Silva.

Continua qui


mercoledì 4 ottobre 2017

Mafia: maxi-operazione tra Italia e Germania contro clan Rinzivillo, 37 arresti

Sequestrati beni per 11 milioni. Alle indagini ha partecipato la Polizia tedesca

Una maxi operazione contro il clan mafioso Rinzivillo e' in corso in Italia e Germania. Uomini della Guardia di Finanza, della Polizia e dei Carabinieri stanno eseguendo 37 provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettanti presunti appartenenti al clan egemone a Gela. Gli arresti sono scattati in Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna in Italia, e in Germania. Sequestrati anche beni e societa' per 11 milioni 

L'indagine delle Dda di Roma e Caltanissetta è stata coordinata dalla procura nazionale antimafia e antiterrorismo e ha visto la partecipazione della Polizia criminale tedesca che, a Colonia, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari. I 35 provvedimenti eseguiti in Italia hanno invece visto impegnati oltre 600 tra finanzieri e carabinieri del comando provinciale di Roma e poliziotti della questura di Caltanissetta.

Continua qui

martedì 3 ottobre 2017

Meteo a 7 giorni: piccola OTTOBRATA sull'Italia, poi aria fredda da nord?

Confermata la breve fase anticiclonica fino alla giornata di giovedì 5 ottobre; a seguire fronte freddo da nord, rovesci, vento forte e calo delle temperature. 

La prima decade di ottobre sembrava dover trascorrere nell'anonimato..."oppressa" dalla solita alta pressione sul Mediterraneo.

Le ultime mappe hanno ridotto (un po' a sorpresa) la durata del pachiderma stabile, contemplando successivamente situazioni autunnali decisamente più avvincenti e anche piuttosto fredde sullo Stivale.

Tra mercoledì 4 e giovedì 5 ottobre l'alta pressione riuscirà comunque a mettersi in mostra sull'Italia (prima mappa) con il suo campionario di stabilità, mitezza e ventilazione debole.
Da notare, oltre alla distensione del braccio orientale dell'alta pressione atlantica verso di noi, la presenza di una fervente azione depressionaria in sede scandinava, dove l'autunno potrebbe anche travestirsi da inverno.

Continua qui

lunedì 2 ottobre 2017

Las Vegas, strage al concerto country: 50 morti. Isis rivendica ma Usa smentiscono

Killer si e' ucciso prima di arrivo della polizia'. Stephen Paddock, 64 anni, ha fatto fuoco sulla folla da un piano alto di un albergo

Strage ad un concerto country a Las Vegas: almeno 50 i morti e 400 i feriti. A sparare un uomo, Stephen Paddock, che si è ucciso prima dell'arrivo della polizia: il killer ha aperto il fuoco dal 32mo piano dell'hotel Mandalay Bay verso la folla che assisteva a uno show per il festival "Route 91 Harvest", nelle immediate adiacenze. Testimoni hanno detto di aver visto i bagliori degli spari. Fra i morti ci sono due agenti di polizia fuori servizio: erano tra il pubblico ad assistere al concerto.

La polizia di Las Vegas aveva detto che sembrava "più un'azione di un lupo solitario'' escludendo un atto di terrorismo. Ma l'Isis ha rivendicato con un comunicato sul web la strage, ha reso noto il Site, il sito che monitora le attività jihadiste sul web. "L'esecutore dell'attacco a Las Vegas è un soldato dell'Isis - si legge nella rivendicazione dello Stato islamico -. Ha eseguito l'operazione in risposta all'appello a prendere di mira i Paesi della coalizione". Fonti dell'amministrazione statunitense hanno detto che "non c'e' alcun segnale che indichi un legame del killer di Las Vegas con gruppi del terrorismo internazionale".

Continua qui

Referendum Catalogna, il 90% dei voti è per l'indipendenza

Hanno partecipato 2,2 milioni di elettori, sui 5,3 chiamati alle urne. Il 'no' ha ottenuto il 7,8%. Chiusi dalla polizia 400 seggi

Il 'si' ha ottenuto il 90% dei voti al referendum sull'indipendenza catalano, secondo i dati resi pubblici dal portavoce del governo catalano Jordi Turull. Al voto hanno partecipato 2,2 milioni di elettori, sui 5,3 chiamati alle urne. Il 'no' ha ottenuto il 7,8%.  Migliaia di sostenitori dell'indipendenza, radunati in Plaza Catalunya,  hanno esultato all'annuncio dei risultati mentre sulla centralissima pizza di Barcellona sventolavano un mare di bandiere 'stellate' dell'indipendenza catalana.

La partecipazione dei chiamati al voto catalani - ha spiegato il portavoce - avrebbe potuto raggiungere "almeno il 55%" in "condizioni diverse", cioè senza l'intervento nei seggi della polizia spagnola. Le schede conteggiate, 2,262 milioni, rappresentano circa il 42,2% dei 5,3 milioni di aventi diritto. Ma secondo Turull altri 770mila elettori erano iscritti nei 400 seggi chiusi dalla polizia. La maggior parte delle persone contrarie all'indipendenza si ritiene non abbiano votato.

Continua qui

giovedì 28 settembre 2017

Spaventosa frana in Val Brembana (BG): 3.500 metri cubi di roccia su carreggiata

Imponente frana in Val Brembana, nel bergamasco, Lunedì 25 Settembre. Le immagini aeree.

Un importante movimento franoso si è verificato in Val Taleggio, diramazione occidentale della Val Brembana, nella giornata di Lunedì 25 Settembre.

La frana, avvenuta nell’area degli Orridi, tra i punti più affascinanti della zona brembana e più in generale delle valli bergamasche, è stata notata da automobilisti e ciclisti che hanno chiamato il 112 segnalando l'emergenza.
La frana ha provocato la caduta di circa 3.500 metri cubi di roccia, finiti parzialmente sulla carreggiata della strada provinciale 25, tra San Giovanni Bianco e la Val Taleggio. 

Continua qui

Morto dopo un trapianto, i medici: "Il cuore era perfetto". Lorenzin: "Verifiche"

L'espianto al San Raffaele di Milano, il decesso al San Camillo di Roma. La procura ha aperto un'inchiesta, dopo l'esito di una consulenza medico legale disposta dai magistrati: "Organo non idoneo"

Un'inchiesta della procura e una interna dell'ospedale San Raffaele. Perché "è inaccettabile morire dopo un trapianto di cuore". Sono le parole della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che annuncia "immediate procedure di controllo e verifica" sul caso di un uomo cardiopatico morto un anno fa nell'ospedale San Camillo di Roma dopo il trapianto di un cuore da Milano. Dal Centro nazionale trapianti assicurano che "tutte le procedure sono state rispettate e l'organo, dopo gli esami, è risultato idoneo al trapianto". Anche al San Camillo i medici non hanno dubbi: "Il cuore era perfetto".


Continua qui
 

Ryanair: meno voli fino a marzo, coinvolte 400.000 prenotazioni

I passeggeri hanno già ricevuto una email con l'offerta del rimborso o di un cambio di aereo

Ryanair ha annunciato che rallenterà la crescita prevista per la stagione invernale, facendo volare 25 aerei in meno a partire da novembre e 10 in meno da aprile 2018. Lo si legge in una nota della low cost irlandese, in cui si precisa che riducendo il programma dei voli in maniera controllata sarà possibile "eliminare ogni rischio di ulteriori cancellazioni, perché un rallentamento della crescita crea molti aerei e equipaggi di riserva nelle 86 basi" della compagnia previste per quest'inverno.

Questa misura, si spiega nella nota, porterà ad una "leggera riduzione" del traffico per la compagnia per quest'anno e il prossimo: la crescita mensile dal 17 novembre al 18 marzo rallenterà dal 9% al 4%, mentre il traffico annuale attualmente di 131 milioni di passeggeri si ridurrà a 129 milioni, che rappresenta un +7,5% dallo scorso anno. Per la stagione estiva 2018, con la flotta che si ridurrà da 445 a 435 aerei, Ryanair prevede che il traffico al marzo 2019 rallenterà da 142 a 138 milioni di passeggeri (con un tasso di crescita del 7%).

Continua qui

mercoledì 27 settembre 2017

Tecnico vogherese inventa la pila eterna

L’ingegnere Lisini deposita il brevetto del sistema che consente ricariche ultraventennali. Ecco le possibili applicazioni 

VOGHERA (PV). La durata eterna delle cose è uno dei traguardi che intriga e affascina da sempre l’uomo. Gianni Lisini, ingegnere elettronico vogherese, ci è andato vicino con la messa a punto di un sistema, già brevettato, che consente di ricaricare le batterie delle pile fino a 15-20 anni, con la prospettiva di ulteriori miglioramenti tecnici e di un’applicazione sempre più larga. Il 40enne ricercatore dello Iuss (la Scuola universitaria superiore di Pavia) ha presentato la sua invenzione al «Jotto Fair» di Pisa, momento di confronto con il mondo dell’imprenditoria, suscitando l’interesse di una decina di ditte di svariati settori, tra le quali un’azienda che si occupa di mobilità elettrica e di una che realizza apparecchiature elettroniche nucleari. 

Il brevetto (il primo dell’ancora breve ma promettente carriera da inventore di Lisini) riguarda un sistema di gestione di un accumulatore ibrido formato da una batteria chimica e da un set di “supercapacitori”: si tratta di condensatori in grado di immagazzinare cariche per migliaia di farad (unità di misura della capacità elettrica), sostenendo così un numero elevatissimo, quasi infinito, di cicli di ricarica. I vantaggi appaiono ovvii: aumento drastico della durata media delle pile, riduzione della sostituzione periodica delle batterie e degli interventi di manutenzione, fino alla possibilità di realizzare apparati autoalimentati per decenni, con un sensibile risparmio delle spese, in un contesto di eco-sostenibilità. A tale proposito, va sottolineato che utilizzando la tecnica del brevettoLisini sarebbe possibile sostituire gran parte delle batterie al cadmio industriali che tuttora comportano notevoli problematiche di smaltimento e di costi da affrontare.

Continua qui

martedì 26 settembre 2017

Incidente all’alba: due ragazzi ricoverati in ospedale, uno in gravi condizioni

Gavi (AL) Hanno Rispettivamente 26 anni  e 28 anni, le vittime dell’incidente stradale che si è verificato questa mattina all’alba, intorno alle 4.30 in località Pratolungo di Gavi.
F.R di Carrosio era in compagnia di un amico C.R. di Arquata Scrivia.  L’allarme è stato lanciato in ritardo, perché solo verso le 6.30 un uomo si è accorto dell’auto fuori strada. I soccorsi, 118 e vigili del fuoco, arrivati intorno alle 7 del mattino, hanno estratto i due ragazzi fortunatamente vivi, ma  le condizioni di F.R, sono gravi, tanto che il giovane è stato trasportato nel reparto di Neurochirurgia all’ospedale di Alessandria, mentre all’amico è andata decisamente meglio, tuttavia è stato ricoverato a Novi Ligure.

Continua qui

Concorsi truccati, arrestati 7 docenti universitari. Indagato anche ex ministro Fantozzi. Il legale: 'Del tutto estraneo'

Altri 22 interdetti dalle funzioni, in tutto 59 indagati

Sette docenti universitari sono stati arrestati per reati corruttivi dalla Guardia di Finanza di Firenze, nell'ambito di un'inchiesta su concorsi truccati. Le misure sono scattate a seguito di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, disposta dal gip su richiesta dei pm fiorentini Luca Turco e Paolo Barlucchi. Altri 22 sono stati colpiti dalla misura dell'interdizione dalle funzioni di professore universitario e da quelle connesse ad ogni altro incarico accademico per la durata di 12 mesi.

Tra i docenti accusati anche l'ex ministro Augusto Fantozzi che rischia l'interdizione dalla professione di docente, in merito alla quale il gip di è riservato di decidere dopo l'interrogatorio. "Il professor Augusto Fantozzi è completamente e indubitabilmente estraneo ai fatti in contestazione", afferma l'avvocato Antonio D'Avirro, difensore di Fantozzi. "In primo luogo - argomenta il legale - perché era già andato in pensione all'epoca degli avvenimenti oggetto di indagine. La sua integrità è altresì testimoniata da una limpida e unanimemente apprezzata carriera accademica. Il professore - prosegue l'avvocato - sarà lieto di fornire tutti i chiarimenti necessari nell'incontro con i magistrati, che auspica possa avvenire il prima possibile".

Continua qui

lunedì 25 settembre 2017

Il transito di un nucleo temporalesco da ovest dovrebbe consentire 24 ore di tempo instabile sull'Isola con rovesci o temporali.

Dopo mesi di arsura, caldo e solleone, la Sardegna si prepara a ricevere la pioggia. Non si tratterà di pioggia battente "a tappeto" su tutta l'isola, ma alcune manifestazioni temporalesche (anche di una certa intensità) potrebbero dispensare preziosi millimetri, sperando che non si passi dal nulla al troppo come spesso è accaduto di recente.


La prima mappa mostra le piogge che interesseranno la Sardegna nella mattinata di martedì 26 settembre.

Le precipitazioni potrebbero prediligere i settori centrali e interni dell'Isola con maggiore insistenza sulla parte orientale, ma contiamo che un po' di pioggia arrivi anche sul restante territorio insulare.

Continua qui

PIOGGE: Sardegna, Liguria e Lazio sarebbero per il nostro modello le regioni pronte ad accumulare i maggiori quantitativi di pioggia nell'arco dei prossimi 7 giorni. Le città dell'isola martedì 26 e le altre due regioni tra l'1 ed il 2 ottobre, guarda nel dettaglio: Link


Le PIOGGE "fantasma" tra 1 e 2 ottobre...

domenica 24 settembre 2017

Esibizione delle Frecce Tricolori a Terracina, cade un caccia militare: disperso il pilota

Roma - Un velivolo Eurofighter dell’Aeronautica militare è caduto in mare poco fa a Terracina durante un air show. La notizia è stata confermata dalla stessa Aeronautica militare. Il corpo del pilota è stato ritrovato. Lo si apprende dall’Aeronautica militare.

Il velivolo Eurofighter, del reparto sperimentale, era impegnato in una esibizione quando è improvvisamente collassato in mare.

L’esibizione del caccia militare avrebbe dovuto precedere quella delle Frecce Tricolori: molte le persone presenti, che hanno assistito sbigottite alla scena.

Continua qui

I progetti fantasma: nei Comuni mancano gli ingegneri e i fondi non arrivano

Frane e alluvioni: il 7% dei cantieri non parte per l'assenza di tecnici che sappiano aggiornare i dati


ROMA. Nei pochi punti dove non è venuta giù, dopo l'alluvione e la frana del novembre scorso, la strada provinciale di Monesi di Mendatica, un piccolo paese dell'entroterra di Imperia, è tutta uno squarcio. Paese isolato, stazione sciistica chiusa, un centinaio di case inagibile, due distrutte. Lo scandalo è che è così da dieci mesi. Quei dirupi e quelle ferite aperte quasi un anno fa nell'asfalto dell'unica via di comunicazione della zona, sono la testimonianza visiva della paralisi decisionale che attanaglia la maggior parte dei nostri paesi e delle nostre città ad alto rischio idrogeologico. Due milioni di italiani vivono in zone a elevatissimo pericolo di alluvioni, un milione e duecentomila sotto la spada di Damocle delle frane.

La corsa contro il tempo
Lo sforzo del team ItaliaSicura che a Palazzo Chigi da circa quattro anni cerca di coordinare gli interventi di riassetto del nostro fragilissimo territorio, assomiglia sempre più a una corsa contro il tempo, in cui frane e alluvioni arrivano sempre prima dei cantieri che dovrebbero servire a prevenirle. Dietro questa paralisi decisionale c'è sempre più spesso l'incapacità o l'impossibilità dei Comuni di progettare gli interventi necessari. È ormai noto che solo un decimo delle 9.400 opere anti-dissesto indicate dalle Regioni (con un costo di 27 miliardi) ha dietro un progetto vero e proprio ed è quindi cantierabile. E in termini di miliardi siamo al 7%. «Il mio Comune ha 2.300 abitanti e l'ufficio tecnico ha un solo dipendente», spiega Massimo Niero, sindaco di Cisano sul Neva, un altro dei paesi liguri investiti dall'alluvione del novembre scorso. «Di tecnici ce n'erano due, ma uno è andato in pensione e non l'ho potuto sostituire. Se quello che è rimasto si mette a fare i progetti, chi segue le pratiche edilizie, chi risponde alle richieste quotidiane dei cittadini?».


Continua qui

sabato 23 settembre 2017

Ospedali in bancarotta

Un dossier inedito del ministero della Salute svela: buco da 1,5 miliardi. Bilanci ripianati grazie all’aumento delle tasse e al taglio di servizi, personale e macchinari


Roma
«Il bilancio della sanità è in attivo di 312 milioni». Così, solo tre mesi fa, la Corte dei Conti annunciava per Asl e ospedali la fine dei conti in rosso dopo anni di spending review. Ma un documento top secret del ministero della Salute svela ora che solo nelle aziende ospedaliere italiane c’è un buco da un miliardo e mezzo, ripartito tra 42 nosocomi dei 100 sparsi lungo lo Stivale. Mentre altri 9 hanno i conti in ordine ma non garantiscono i livelli essenziali di assistenza.

Le perdite sono state quantificate valutando entrate da una parte e valore delle prestazioni sanitarie fornite dall’altra, senza conteggiare quei contributi regionali che spesso finiscono per nascondere i deficit sotto il tappeto. In pratica ripiani a pie’ di lista, che finiamo per pagare noi attraverso l’aumento delle tasse locali e il degrado dei nostri ospedali. Il tasso di obsolescenza delle strutture, dice l’ultimo rapporto Oasi della Bocconi tanto per dire, è del 29%, mentre quello dei macchinari come Tac e risonanze, è addirittura del 74%.

Il record delle perdite ce l’ha la Campania, con oltre 350 milioni, 102 dei quali del solo Cardarelli di Napoli. Segue poi a ruota il Lazio, dove il buco è di 257 milioni, 77 dei quali attribuibili all’ospedalone romano San Camillo-Forlanini. Al terzo posto della classifica si piazza la Sicilia, con 231 milioni. In pratica tre sole regioni generano ben oltre la metà del deficit ospedaliero nazionale. Segue poi la Lombardia con otto ospedali che sommano un rosso da 216 milioni. Al quinto posto il Piemonte con 163 milioni, tutti attribuiti alla Città della Salute di Torino. Quantificazione che stride con i soli 15,8 milioni iscritti in bilancio con la matita rossa. Una forbice che la dice lunga sui diversi modi di valutare i conti tra Stato centrale e Regioni. 


Continua qui

venerdì 22 settembre 2017

Un pilota racconta l’inferno Ryanair: ‘Macché ferie, mancano i piloti: 700 sono già scappati alla concorrenza’

L’acqua. Le altre compagnie te la offrono insieme al cibo. A noi niente. Io mi devo portare la bottiglietta da casa. E se la finisco in volo, sono costretto a comprarmela dal carrello degli assistenti di volo, a tre euro”.

Tra i piloti Ryanair serpeggia qualcosa di più di un semplice mal di pancia: dall’inizio dell’anno 700 di loro (su un totale di 4.058) hanno abbandonato la compagnia gialloblu e sono passati alla concorrenza; oggi un fronte compatto chiede garanzie contrattuali mentre, appena al di sotto delle nubi nere, c’è il rischio del primo sciopero continentale.

Un primo ufficiale – che chiameremo Andrea, per garantirne l’anonimato – ha spiegato a Business Insider Italia come funziona il lavoro nell’azienda irlandese e perché molti colleghi se ne sono andati (e altri minacciano di farlo).

Il caso della bottiglietta d’acqua è soltanto la punta dell’iceberg di una situazione più complessa.
Andrea lavora in Ryanair da un anno e mezzo ed è di base in uno degli 86 aeroporti europei della compagnia low cost. Ha frequentato un’accademia aeronautica in un Paese europeo (che non menzioniamo perché lo potrebbe rendere identificabile), poi il colloquio di lavoro in Irlanda e il corso di abilitazione (a spese proprie, per la modica cifra di 29.500 euro) per portare uno dei 427 Boeing 737 del vettore irlandese.

Continua qui

Comuni e lotta all’evasione fiscale: in provincia è un’eccezione

Nell'ultimo anno, secondo i dati della Uil, solo l'1.1% dei Comuni si è attivato per combattere il fenomeno.

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – La lotta all’evasione fiscale ha le armi spuntate in provincia di Alessandria. Come emerge dal rapporto della Uil, sul territorio solo l’1,1% dei comuni, Alessandria e Casale, ha lavorato per accertare irregolarità il 2016. Se poi si scende in profondità il dato è ancora più sconcertante: “l’importo attribuito al capoluogo per la lotta al fenomeno nel 2015 era pari a otre 30.500 euro mentre nel 2016 si è dimezzato e non è neanche pari a 15.000 euro – spiegano dalla Uil”. Un valore quasi irrisorio quello invece conseguito da Casale, cui sono stati assegnati solo 330 euro.

Continua qui

Uragano Maria: almeno 15 morti e 20 dispersi in Dominica

Disposto un coprifuoco di 24 ore nelle Virgin Islands Usa

Si registrano almeno 15 morti e 20 dispersi in Dominica in seguito al passaggio dell'uragano Maria. Lo ha reso noto il primo ministro dell'isola caraibica.

Il primo ministro Roosevelt Skerrit, parlando al telefono tra le lacrime con un reporter della vicina isola di Antigua, ha sottolineato che soltanto per un miracolo i morti non sono stati centinaia. Comunque, ha specificato, la Dominica "avrà bisogno di tutto l'aiuto che il mondo può offrire". La furia dell'uragano - di categoria 5 - ha colpito l'isola caraibica tra lunedì notte e martedì mattina, distruggendo centinaia di case e interrompendo le comunicazioni. Anche l'aeroporto è stato chiuso.

Continua qui

Pedofilia: Papa, ai colpevoli di abusi non darò mai la grazia

"Mai ho firmato una di queste e mai la firmerò"

"Chi viene condannato per abusi sessuali sui minori può rivolgersi al Papa per avere la grazia" ma "io mai ho firmato una di queste e mai la firmerò". Lo ha annunciato papa Francesco parlando 'a braccio' alla Commissione Pontificia per la protezione dei minori. "Spero che sia chiaro e questo lo potere dire", ha aggiunto.

"Io non firmo le sentenze, le firma la 'feria quarta' e l'altra di secondo grado. In un solo caso, uno solo, in quasi cinque anni, c'erano due sentenze su un sacerdote della diocesi di Crema, la sentenza del vescovo era buona, toglieva tutti i ministeri non lo stato clericale. Io ero nuovo non capivo bene queste e davanti alle due ho scelto la più benevola. Ma dopo due anni lui è ricaduto. L'unica volta che l'ho fatto, poi mai", ha raccontato il Papa alla Pontificia Commissione per la protezione dei minori. "Io ho imparato in questo, imparato delle cose che diceva il cardinale presidente O'Malley. Ho imparato quella volta che ho ricevuto sei vittime", ha osservato.

Continua qui

giovedì 21 settembre 2017

Foggia, morta la 15enne a cui l'ex compagno della madre ha sparato al volto

Le sue condizioni erano state considerate da subito gravissime. Il colpevole si è suicidato. L'aggressione a Ischitella: l'uomo voleva sapere dove fosse la madre, che lo aveva lasciato


FOGGIA - È morta poco prima delle 7 Nicolina, la quindicenne di Ischitella (Foggia) ferita gravemente da un colpo di pistola sparatole in faccia dall'ex compagno della madre, il 37enne Antonio Di Paola. L'uomo si è poi suicidato con la stessa arma.

Nicolina è deceduta a causa di un arresto cardiaco nel reparto di terapia intensiva degli Ospedali Riuniti di Foggia, dove era stata trasportata in condizioni disperate. La ragazza era stata raggiunta dall'uomo in via Zuppetta, stradina del centro storico di Ischitella che porta alla fermata degli autobus, frequentata da molti studenti pendolari. L'uomo sapeva di trovarla lì in attesa del bus per Vico del Gargano, dove la vittima frequentava il liceo scientifico.


Continua qui