giovedì 18 gennaio 2018

Troppo vento, chiude l’aeroporto di Amsterdam. Situazione critica anche sulle Alpi e in Sardegna

Cancellati 260 voli europei e internazionali. In Italia, impianti sciistici chiusi in Piemonte e problemi con i collegamenti via mare

Una tempesta di vento ha mandato in tilt l’aeroporto di Amsterdam-Schipol. A causa dei venti molto forti, che stanno flagellando l’Olanda ed altri Paesi dell’Europa, Italia inclusa, l’aeroporto ha deciso la cancellazione di tutti i voli a partire dalle 9 di stamattina.

Solo la compagnia Klm ha annunciato di aver cancellato 220 voli, a cui se ne aggiungono altri 40 gestiti da altre compagnie aeree. E a causa di intense raffiche di vento fino a 140 chilometri orari, ritardi e disservizi si registrano anche nei trasporti ferroviari olandesi.

Uragano in Germania
È allerta anche in Germania per l’uragano Friederike, che attraversa oggi parte del Paese. Il maltempo sta mettendo a dura prova i trasporti pubblici: la circolazione dei treni, in Nordreno-Vestfalia, è stata sospesa, con un impatto sul trasporto sia di breve che di lunga tratta. Molti treni sono stati cancellati anche in Baviera.

Difficili collegamenti con le isole
Il forte vento di maestrale che da due giorni sta soffiando sulla Sardegna ha creato non pochi problemi ai collegamenti marittimi e disagi in diverse città. Oggi la nave proveniente da Genova e diretta a Porto Torres è arrivata in porto con circa due ore di ritardo. A causa del forte vento il comandante ha scelto un percorso più riparato, impiegando più tempo per raggiungere la Sardegna. Il vento, secondo le analisi effettuate dall’ufficio meteo dell’Aeronautica militare di Decimomannu, nella parte meridionale dell’isola ha iniziato a calare dopo la mezzanotte, soffiando a circa 50 chilometri orari. È rimasto teso e rimarrà ancora oggi nell’area settentrionale e nord orientale con raffiche di 80 chilometri all’ora.

Continua qui

Il vento flagella l’Italia con raffiche a 200 chilometri orari  

 

Fabio, il primo a prestare soccorso a Rigopiano: «Ogni notte ci penso»

Il racconto del maestro di sci che raggiunse l’albergo sepolto dalla valanga: «La struttura non si vedeva più, l’unico indizio era una luce. E un cuoco che piangeva»

Un anno fa la tragedia di Rigopiano: una valanga travolse l’hotel abruzzese causando 29 morti. Undici le persone sopravvissute

Diretto verso un incubo
Fabio Pellegrini, uno dei soccorritori, dice che ogni notte fra le due e le tre si sveglia a passa in rassegna i ricordi di quelle ore. «Rivedo la neve, sempre più alta, ho in mente i piedi che affondano assieme agli sci, l’impronta che lasciano. Mi sembra di sentire le voci preoccupate dei ragazzi dietro di me, le loro domande: quanti chilometri mancano? Secondo te può venir giù una slavina? Qui ci sono precipizi? Ma dov’è quest’hotel? Più andavamo avanti più pensavo: mi sono preso una bella responsabilità. Stavo guidando in direzione di un incubo, undici ragazzi che non conoscevano pendii, esposizioni, pericoli di quella valle...». Era la notte fra il 18 e il 19 gennaio dell’anno scorso, buia come nessun’altra nella vita di chiunque sia arrivato lassù, fino al Rigopiano. Lui, Fabio, è stato il primo e non si è mai fatto avanti per dirlo, nemmeno quando altri si sono aggiudicati il primato senza averlo vinto, diciamo così. «Non fa nulla» commenta lui, «ognuno sa quel che ha fatto, le polemiche non servirebbero a nessuno». Fabio ha 43 anni, due figli piccoli, moglie e vita a Loreto Aprutino, 35 chilometri dall’hotel. È un istruttore di scialpinismo del Cai, le montagne attorno al Rigopiano sono sempre state quelle dei suoi allenamenti sulla neve o in sella alla bicicletta. «Le conosco benissimo — racconta — e siccome per chi si allena le distanze hanno importanza, io quella sera a ogni passo sapevo esattamente quanti ne mancavano ancora per arrivare su». Alla radio dicevano che dal Rigopiano non davano più segni di vita. «Come sempre staranno esagerando ma andrei a dare un’occhiata», ha detto a un collega del Cai.

Continua qui
 
 

mercoledì 17 gennaio 2018

Truffa delle bollette, almeno 40 contratti intestati a un prete

Genova - La truffa del contratto elettrico che ha lasciato praticamente al buio la parrocchia di Santa Zita, alla Foce, non è un caso isolato. Nella stessa situazione, anche se la corrente non è stata ancora staccata, ci sono almeno altre due parrocchie, quella di San Giorgio a Bavari e la chiesa di Santa Croce a Crocefieschi oltre a un intero condominio, in salita degli Angeli a Dinegro. E tutti questi casi hanno un elemento in comune, oltre al fatto di risultare truffe in piena regola: l’intestatario del nuovo contratto.

Continua qui

Qualità dell’aria in Piemonte: solo Torino peggio di Alessandria

Alessandria lo scorso anno ha sforato per 102 giorni il limite giornaliero di Pm10. Peggio ha fatto solo Torino con con 118 superamenti

PIEMONTE – Per 102 giorni i cittadini di Alessandria nel 2017 hanno respirato smog. Tanti sono stati, infatti, i giorni di superamento dei livelli di Pm10 registrati da Arpa nella centralina D’Annunzio. Il dato, ben oltre il limite dei 35 giorni e decisamente più alto anche dei 69 superamenti del 2016, è stato tra l’altro il secondo peggiore del Piemonte. Solo a Torino lo scorso anno l’aria è stata più inquinata, con 118 superamenti registrati dalla centralina di Rebaudengo. In generale, comunque, i dati raccolti da Arpa nelle centraline piemontesi hanno fatto registrare un peggioramento della qualità dell’aria in quasi tutta la regione.

Continua qui

martedì 16 gennaio 2018

Milano, incidente in un'azienda metalmeccanica: tre operai morti intossicati, un altro gravissimo

Coinvolti in sei. Sono stati trovati svenuti mentre ripulivano un forno interrato. L'intervento alla Lamina. Intossicato anche un pompiere


Grave incidente sul lavoro a Milano, in via Rho (zona Greco), all'interno della Lamina, azienda che si occupa della produzione di acciaio e titanio. Tre operai (uno aveva 57 anni) sono morti poco dopo essere arrivati negli ospedali di Monza e al Sacco di Milano. In tutto i lavoratori coinvolti sono sei, uno dei quali in condizioni disperate e si trovano ora al San Raffaele, dove sono arrivati in arresto cardiocircolatorio. Non hanno mai ripreso conoscenza e sono stati collegati, in un disperato tentativo da parte dei medici, all'Ecmo, il macchinario per la circolazione extracorporea. Altri due sono in condizioni meno serie alla clinica Santa Rita. I sei uomini sono stati trovati svenuti, stavano ripulendo un forno interrato. Potrebbero aver respirato vapori tossici.

Continua qui

Usa, il fiume ghiaccia in tre ore: il timelapse è impressionante


Le rigidissime temperature che hanno colpito gli Stati Uniti nei giorni scorsi, causate dal cosiddetto 'ciclone-bomba', hanno provocato alcuni fenomeni estremi. Ne è la dimostrazione questo video, pubblicato in timelapse su Twitter dal servizio meteorologico di Burlington, nel Vermont: in sole tre ore il fiume Au Sable, nel Michigan, si ghiaccia completamente. Le immagini mostrano come il letto del fiume si 'gonfi' in maniera impressionante a causa della formazione di blocchi di ghiaccio

Il video Twitter/NWS Burlingtone

Esplode pizzeria italiana a Anversa: il primo bilancio è di 14 feriti di cui cinque gravi

La polizia esclude un atto di terrorismo. Il crollo nella zona di Paardenmarkt, molto frequentata da giovani ed universitari. In uno dei tre edifici coinvolti il locale tipico 'Primavera'. Otto le persone estratte vive, tra cui un bambino

E' di 14 feriti di cui cinque gravi il primo bilancio dell'esplosione che ha provocato il crollo di una palazzina ad Anversa che ospitava la pizzeria italiana Primavera. Lo riferiscono i media belgi citando la polizia, secondo cui 8 persone sono già state liberate dalle macerie tra cui un bambino, mentre si continua a scavare. 

Continua qui (video)

Arrestata coppia di genitori: da anni tenevano i 13 figli in catene e senza cibo

Tredici fratelli, 7 adulti e 6 bambini, legati ai letti con le catene, senza cibo né acqua, al buio. A dare l’allarme una delle vittime che è riuscita a scappare

Scoperta una casa degli orrori in California dove una coppia, marito e moglie, ha tenuto per anni 13 fratelli — 7 adulti dai 18 ai 29 anni, e 6 bambini, di cui una di due anni — in ostaggio: malnutriti, senza acqua e cibo, legati ai loro letti con catene e lucchetti al buio in una stanza maleodorante.

A dare l’allarme domenica una delle figlie, di soli 17 anni, riuscita a scappare miracolosamente dopo aver chiamato il 911 da un cellulare trovato in casa. Le vittime sono così malridotte che la polizia non è stata in grado di capire subito l’età. La stessa 17enne che ha salvato da un destino terribile i fratelli e le sorelline, secondo gli agenti, dimostra appena 10 anni. Gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta per tortura e fissato una cauzione di 9 milioni di dollari per i due aguzzini, David Allen Turpin, 57 anni e Louise Anna Turpion, 49. Teatro di questa autentica storia dell’orrore Perris, a due ore da Los Angeles, California.

Continua qui

lunedì 15 gennaio 2018

La posta dei pavesi bloccata a Peschiera

L’allarme dei sindacati: «1.500 tonnellate in giacenza, stiamo distribuendo la corrispondenza spedita a metà dicembre»


PAVIA. C’è anche la posta che i pavesi stanno aspettando tra le 1.500 tonnellate di corrispondenza ferma nel centro di Peschiera. Posta normale, ma anche pacchi, raccomandate, assicurate, atti giudiziari. Che si stanno accumulando dai mesi scorsi nel Centro di meccanizzazione postale di Peschiera Borromeo, punto di smistamento per una parte della Lombardia e del piacentino e, insieme a Roserio, uno dei due punti in Italia per lo smistamento della posta internazionale.

E Cobas poste insorge, parla di «situazione paradossale, determinata dalla mancanza di personale» e sottolinea i notevoli disservizi per i cittadini. Certo, sottolinea Stefano Ancona, dell’esecutivo nazionale, la situazione è migliorata rispetto allo scorso anno, quanto la corrispondenza in giacenza aveva toccato quota 5mila tonnellate. 


«Ma nonostante una parte della posta sia stata deviata, il problema rimane, in quanto è diminuito il numero degli addetti», sostiene Ancona che punta l’indice contro i 15mila esuberi su base nazionale.«Ne seguiranno altri 5000 subito dopo l’estensione del recapito a giorni alterni - aggiunge il sindacalista -. E la conseguenza sta in un evidente peggioramento dei servizi offerti ai cittadini. Che non solo devono fare i conti con il recapito a giorni alterni, ma anche con le giacenze nei centri di smistamento che ormai sono da considerare strutturali». Resta il fatto che la posta ferma a Peschiera è talmente tanta che sta invadendo i corridoi del deposito, «al punto che, se ci fosse un’emergenza, mancherebbero via di fuga per i lavoratori». E tutto questo, dice Ancona, nonostante sia stato assunto un manager privato per evitare che si ripetessero i disagi dello scorso anno.

Continua qui

Arrivano le strisce “salva-pedone”: dopo i test, il debutto a Viguzzolo. Ecco come funzionano

In provincia di Alessandria il primo impianto con un nuovo sistema che si accorge della presenza di un pedone e illumina a led l’attraversamento intimando agli automobilisti di fermarsi

Maurizio Iappini
Viguzzolo (AL)
 
Sarà inaugurato a fine mese, a Viguzzolo, «Pedone sicuro», uno dei primi impianti del genere in Piemonte, ma che presto sarà affiancato da altre installazioni analoghe anche in provincia. Si tratta di una sistema di illuminazione del segnale verticale di passaggio pedonale ogni volta che un pedone si avvicina alle strisce orizzontali. L’idea è di un’azienda mantovana, ma la distribuzione e la commercializzazione è della valenzana Blindo Office Energy e quello di via Primo Maggio nel paese tortonese (in pratica la strada provinciale 99 che attraversa l’abitato) sarà una delle prime installazioni come spiegano i titolari di «Pedone sicuro»: «Abbiamo sperimentato l’impianto in alcuni comuni, ma Viguzzolo è il nostro “numero zero”, dove forniremo all’ente un servizio di noleggio dell’impianto, una formula con costi bassi e la manutenzione della struttura». Il concetto è semplice, ma rivoluzionario: un sistema wireless che, quando il pedone si avvicina al passaggio stradale, manda un impulso al cartello verticale che segnala l’attraversamento strada e che a sua volta si illumina e lampeggia per avvisare le auto in arrivo. 

L’installazione di «Pedone sicuro» è imminente: ottenuto l’ok degli enti preposti, giovedì la struttura verrà montata per le prove di collaudo e verifica, preludio all’inaugurazione di fine mese: non un impianto semaforico, bensì un sistema di sicurezza per educare pedoni e automobilisti al reciproco rispetto. «I vantaggi per la sicurezza stradale sono evidenti, perché l’automobilista in poco tempo si abituerà all’idea che, se un segnale lampeggia, è perché un pedone attende di attraversare la strada: le statistiche dicono che, ai primi posti nelle categorie di incidenti, ci sono proprio quelli legati a investimenti di pedoni.

Continua qui

giovedì 11 gennaio 2018

La Whirlpool fa chiudere la Embraco: licenziamento per 500 lavoratori

La Whirlpool fa chiudere la Embraco: licenziamento per 500 lavoratori
L'azienda americana ha depositato un documento in cui annuncia la ristrutturazione dello stabilimento con conseguente chiusura. I sindacati: “Scenario peggiore del previsto”




La Whirlpool fa chiudere la Embraco: licenziamento per 500 lavoratori
La Whirlpool, azienda statunitense produttrice di elettrodomestici, ha depositato presso la Sec, l'equivalente della Consob italiana, un documento che annuncia una ristrutturazione con conseguente chiusura della controllata Embraco, con sede a Riva di Chiari, in provincia di Torino. Come confermato anche dalla Uilm e dalla Fiom di Torino, questa mossa si tramuterà nel licenziamento per 497 lavoratori sui 537 occupati nello stabilimento.

Continua qui
Continua q“



Calcestruzzo scadente, scuola chiusa a Vignole. "Ne faremo un'altra"

Vignole Borbera (AL)

Calcestruzzo scadente, scarsa qualità costruttiva e un livello di resistenza molto basso. L’ala vecchia della scuola di Vignole Borbera è stata bocciata senza appello dai tecnici dell’Università di Genova incaricati di verificarne la stabilità. Il Comune ne ha immediatamente disposto la chiusura e dall’altro ieri, martedì 9 gennaio, gli studenti delle medie sono stati evacuati e trasferiti temporaneamente al centro polifunzionale del paese, dove proseguiranno le lezioni fino alla fine dell’anno scolastico. Impossibile oggi dire se e quando la struttura riaprirà. È anzi probabile che debba procedere alla costruzione di un nuovo plesso scolastico.

Il sindaco Giuseppe Teti – accompagnato dal capo dell’ufficio tecnico comunale Patrizia Barberis e dal responsabile per la sicurezza Giancarlo Sartoris – mercoledì ha convocato una riunione con i genitori della “Foscolo”, il dirigente scolastico e l’equipe dell’Università di Genova che ha effettuato i rilievi sull’edificio. «La scuola è stata costruita in parte negli anni Sessanta e in parte negli anni Duemila – ha spiegato il primo cittadino – Abbiamo chiesto agli esperti dell’ateneo genovese uno studio per effettuare un miglioramento antisismico e durante la vacanze natalizie si sono messi al lavoro».

Purtroppo però i risultati dei controlli – coordinati dalla docente Chiara Calderini con i collaboratori Luigi Pasquale e Beatrice Di Napoli – sono stati deludenti. La parte vecchia della scuola – quella costruita negli anni Sessanta, che fino all’altro ieri ospitava una settantina di ragazzini delle medie – non ha superato nemmeno la verifica statica. Non c’è un rischio imminente, ma dalle verifiche è emersa «carenza di qualità costruttiva», la presenza di «calcestruzzo scadente» e soprattutto un «livello di resistenza statica molto basso», per usare le parole di Calderini.

Continua qui

Tortona, crepe nella scuola di Viale Kennedy, ma l’assessore Fara tranquillizza i genitori

martedì 9 gennaio 2018

Le foto della neve nel deserto del Sahara

Le particolari condizioni meteorologiche di questi giorni hanno portato nevicate sul deserto nord africano e sabbia sul Mediterraneo.

La neve ricopre la superficie sabbiosa del Sahara. Assomiglia molto a un paesaggio marziano.

La neve è scesa sul Sahara per il secondo inverno consecutivo da 40 anni a questa parte. Tra la fine del 2016 è l'inizio del 2017 infatti, in alcune zone del Sahara erano caduti circa 80 cm di neve. L'evento fu considerato eccezionale, ma ora è accaduto di nuovo.

Le dune di sabbia trasformate in dune di neve.

 
Anche dai satelliti è possibile osservare la neve sul Sahara insieme alle nubi che l'hanno prodotta.

Continua qui (video)


METEO WEEK-END: ecco dove potrebbe piovere (LE MAPPE)

Una nuova perturbazione potrebbe interessare segnatamente i settori occidentali con piogge sparse e nevicate sui rilievi. Ecco la tesi oggi più probabile. 

 

PREMESSA: la previsione per il fine settimana è ancora molto incerta. Quelle che vi proponiamo sono le prime proiezioni, ma la situazione potrebbe anche evolvere in modo diverso alla luce delle prossime emissioni modellistiche.
La prima mappa mostra la situazione in Italia prevista per sabato 13 gennaio.
Le regioni del medio Adriatico e il meridione saranno ancora interessate da correnti fredde settentrionali legate ad una depressione in allontanamento verso levante.
Piovaschi saranno possibili sulla Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia settentrionale, in attenuazione in giornata. Anche le nubi presenti in Adriatico tenderanno ad attenuarsi, mentre altrove avremo una prevalenza di cielo sereno.

Tra pomeriggio e sera arriveranno velature al nord-ovest ad anticipare la perturbazione di domenica 14.

La seconda mappa mostra la situazione attesa in Italia per la giornata di domenica 14 gennaio.
Alle luce delle ultime emissioni sembra probabile l'arrivo di un corpo nuvoloso da ovest che potrebbe determinare piogge sparse al nord-ovest e sul Tirreno.
Stante le temperature non di certo elevate, la neve potrebbe scendere a quote interessanti sul nord-ovest (500-800 metri in media) così come sull'Appennino settentrionale (800-1000 metri).

Continua qui


MALTEMPO E TEMPORALI fuori stagione al Nord, NEVE abbondante in montagna con valanghe e paesi isolati


Fa quasi PAURA l'innevamento a Riale, in alta Val Formazza, alto Piemonte, siamo ad oltre 1700m di quota

AGGIORNAMENTO: Cogne, Gressoney e Cervinia sono isolate mentre Sestriere non lo è più! In mattinata infatti gli spazzaneve sono riusciti a riaprire la strada provinciale. Una frana in Francia ha indotto le autorità a chiudere il tunnel di Tenda, a Breil sur Roya.


Slavina in un condominio a a Sestriere

Lucia Caretti
Sestriere (To)
«Hai paura Federico? No, sei l’unico che non ha paura». C’è un carabiniere che cammina in mezzo alla neve con un bambino in braccio. Una colonna che arranca verso Casa Olimpia. Un condominio sfasciato da una valanga. Sestriere, ore 22,30, Sara sta guardando la tv nel suo appartamento al primo piano del San Vittorio. Boom. Saltano i vetri, i muri, le porte dei tre alloggi accanto. Una slavina è arrivata fin dentro le case, una slavina ha staccato in mezzo al paese. Nessuno da queste parti ricorda un altro incubo così.

La discesa che porta al San Vittorio, uno dei complessi all’imbocco del paese, arrivando da Borgata, è peggio persino di una pista da sci. Peggio delle altre vie già impraticabili: si sprofonda in almeno mezzo metro di neve, si vedono mucchi spaventosi dove fino a ieri c’era semplicemente una strada. Un signore esce lo stesso con il suo cane, non sa che due curve più giù s’è appena sfiorata una tragedia. Tutti nel garage, in pochi minuti Carabinieri e Vigili del Fuoco riescono ad evacuare i 29 condomini. C’è il parrucchiere, un ragazzo con le stampelle, sette famiglie, diverse bambini. Una giovane danese che lavora al supermarket da Marcello. Si fa la conta, il maresciallo Giovanni Barberis alle 23 passate scappa verso il corridoio sommerso: sembra mancare qualcuno. Si corre a controllare ancora una volta.

Continua qui

Slavina si abbatte su un condominio, notte di paura a Sestriere. Isolate Cogne, Gressoney e Cervinia

Neve e pioggia: a Sestriere, Fenestrelle e Pragelato scuole chiuse, strade a rischio

lunedì 8 gennaio 2018

I frati sepolti da 5 metri di neve: “Così viviamo sul tetto d’Europa”

L’ospizio in Val d’Aosta è il luogo abitato più in alto del Continente

I record. Nel 1870 attorno all’ospizio sono stati misurati 26 metri di neve; oltre 20 nel 1974

Enrico Martinet
Aosta
Federico, canonico agostiniano, arrotola la manica della tonaca bianco avorio e scrive nel “libro” dell’Ospizio: 7 gennaio 2018. Neve al suolo, 5 metri e 58. La prima pagina è di 200 anni fa. Il volume contiene temperature, nevicate, appunti su piovosità e siccità, venti. L’Ospizio è intitolato a San Nicola di Myra su volontà di chi l’ha fatto costruire, San Bernardo, ricordato come patrono delle Alpi. Federico ieri era l’unico dei quattro canonici che si alternano durante l’inverno ai 2.473 metri del valico tra Italia e Svizzera, Valle d’Aosta a Sud, Entremont a Nord.

Il colle del Gran San Bernardo è ricco di storia, fin dai tempi remoti; e di vento. L’inverno è nevoso e gli accumuli sono imponenti. Federico: «Da ottobre a oggi siamo arrivati a oltre cinque metri e mezzo. E oggi continua a nevicare». È il luogo abitato più alto d’Europa e l’inverno vuol dire isolamento. «Da cosa?», domanda sorridendo il canonico, che è agostiniano da 32 anni ed è originario di Orsières, cittadina dell’Entremont, l’ultima stazione ferroviaria prima del confine. Spiega: «Qui essere isolati è la normalità. Oggi siamo in dieci: una suora oblata, otto che si occupano degli ospiti ed io». E gli ospiti? «Da giorni non ne vediamo. Troppo pericoloso». La tempesta Eleanor ha soffiato forte quassù. Nel “libro” c’è già la nota: «Alle 16 del 3 gennaio le raffiche hanno raggiunto 176 chilometri l’ora». Quelli che un tempo erano viandanti o pellegrini oggi sono turisti-alpinisti, con gli sci o con le racchette da neve. C’è ancora chi raggiunge il colle per pregare. I canonici pregano, lavorano, ospitano e offrono conforto. Il canonico: «Anche al telefono. Non riceviamo solo prenotazioni per trascorrere qui un periodo o per sapere le condizioni della neve, ma anche richieste di preghiere. Si rivolge a noi chi ha bisogno di bontà, di parole che possano lenire un loro momento difficile. E noi ci siamo. Sempre». D’inverno i famosi cani del San Bernard non ci sono. In autunno tornano all’allevamento di Martigny. Ci sono dai tempi dei romani, molossi che venivano dagli altipiani himalayani. Hanno soccorso nei secoli i viandanti, così come i soldati della neve, i «maroniers». Perché le valli del San Bernardo sono aspre.

Continua qui

Tragedia in Val Borbera: una famiglia di tre persone sterminata dal monossido di carbonio

Sono morte intossicate probabilmente per il malfunzionamento di una caldaia a metano

Vignole B.ra

Tre persone, una famiglia: padre e figlio, il ragazzo di 19 anni e la seconda moglie dell’uomo, per ora di loro si conoscono solo le iniziali: L. B. il padre 47 anni, M. B. il figlio e la seconda moglie le cui iniziali sono M.M., 44 anni - sono morte oggi pomeriggio molto probabilmente intossicati da monossido di carbonio. Probabilmente per il malfunzionamento di una caldaia a metano in un vecchio immobile in località Molino 9. 

Continua qui

Incendio alla Fg Riciclaggi di Bragno. Scuole chiuse a Cairo e Carcare

Cairo (SV) - È al momento circoscritto l’incendio scoppiato ieri sera in una ditta per il riciclaggio dei rifiuti nel Savonese, ma nei piazzali tra i capannoni stanno ancora bruciando alcuni imballaggi e le fiamme sono ancora alte.
Lo ha fatto sapere il primo cittadino Paolo Lambertini, in attesa di parlare con i tecnici dell’Arpal che stanno monitorando la situazione. Nel frattempo è stata ordinata la chiusura delle scuole anche a Cairo Montenotte e a Carcare.

|Bragno, spaventoso incendio alla Fg Riciclaggi: le immagini|
 
Le fiamme erano divampate poco dopo le 21.30 di ieri sera. Nell’opera di spegnimento sono state impegnate squadre di vigili del Fuoco del distaccamento di Cairo Montenotte, oltre che di Savona, Villanova d’Albenga e Genova, arrivate con le autobotti.

Continua qui

domenica 7 gennaio 2018

MALTEMPO al NORD: attenzione soprattutto al NORD-OVEST (le mappe)

Lunedi 8 e martedì 9 gennaio: due giornate difficili soprattutto al nord-ovest, dove le piogge si prevedono molto intense. Molta neve in arrivo sulle Alpi oltre i 1400-1500 metri. 

 

Le forti correnti di Scirocco che spirano sull'Italia in questa domenica di inizio gennaio sono l'anticamera di un peggioramento piuttosto consistente delle condizioni meteorologiche che avverrà nei prossimi due giorni soprattutto al nord-ovest.

Questo angolo d'Italia, dopo essere stato duramente martoriato dalla siccità, cercherà di recuperare il disavanzo idrico ancora in parte presente...sperando ovviamente che non si passi dal nulla al troppo.
La prima mappa mostra le piogge previste in Italia tra le 00 e le 12 di lunedi 8 gennaio. Precipitazioni intense interesseranno il Piemonte occidentale, la bassa Val d'Aosta e la Liguria centro-occidentale. La neve si farà vedere in quantità abbondante sopra i 1500 metri.

Qualche piovasco sforerà anche sul nord-est, specie tra alto Veneto, Trentino e Friuli, con quota neve sui 1600-1700 metri. Altrove ancora tempo mite e asciutto.

La situazione diverrà abbastanza pesante al nord nella seconda parte di lunedì 8 gennaio (seconda mappa).
Precipitazioni molto intense colpiranno il Piemonte, l'ovest della Lombardia e la Liguria. Piogge intense anche tra Veneto, Trentino e Friuli. Molta neve in arrivo sulle Alpi sopra i 1500-1600 metri.
Piovaschi locali interesseranno il nord della Sardegna, la Toscana, l'Umbria occidentale e l'alto Lazio, ma con accumuli non elevati, per il resto ancora tempo sciroccoso, molto mite e asciutto.

Il maltempo insiterà al nord anche per buona parte della giornata di martedì 9 gennaio. La terza mappa si riferisce agli accumuli previsti per la mattinata della giornata in parola.
Notate i settori alpini, prealpini, la Liguria e l'alta Toscana alle prese con precipitazioni intense. Quota neve in lieve calo sulle Alpi attorno a 1200 metri.

Continua qui 

Liguria, allerta gialla a partire da lunedì 8 gennaio

sabato 6 gennaio 2018

'Se è morto non serviamo piu',telefonata

Ebbe emorragia in Stazione centrale Napoli, inutili sos a 118

(ANSA) - NAPOLI, 6 GEN - "Se è morto allora non serviamo più". Così, al telefono, uno degli operatori del 118 risponde alla richiesta di soccorso pervenuta dagli uomini della vigilanza in servizio alla Stazione centrale di Napoli lo scorso 3 agosto dopo il malore di Marco D'Aniello, un uomo di 42 anni di Pompei (Napoli) che si era accasciato sulla banchina ferroviaria. L'uomo, come riferito dal quotidiano, era talassemico. La morte dopo una trentina di minuti, per emorragia, prima che arrivasse l'ambulanza.


    "Ci serve un'ambulanza, urgentemente! Urgentemente! Noi abbiamo questa persona a terra che sta emettendo litri e litri di sangue", diceva una delle persone che disperatamente chiedeva soccorso. Secondo un'indagine interna dell'Asl Napoli 1, un mezzo di soccorso disponibile in zona c'era ma non era stato inviato.

Continua qui

Musei, Franceschini: “Oltre 50 milioni di visitatori nel 2017, è record”

I 5 luoghi della cultura statali più visitati si confermano Colosseo, Pompei, Uffizi, Accademia di Firenze e Castel Sant’Angelo

La Reggia di Caserta

I dati definitivi del 2017 segnano il nuovo record per i musei italiani: superata la soglia dei 50 milioni di visitatori e incassi che sfiorano i 200 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2016 di circa +5 milioni di visitatori e di +20 milioni di euro’’. Così il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini presenta i dati dell’Ufficio statistica del Mibact sui risultati dei musei statali nel 2017. «Il bilancio della riforma dei musei - prosegue Franceschini - è davvero eccezionale: dai 38 milioni del 2013 ai 50 milioni del 2017, i visitatori sono aumentati in quattro anni di circa 12 milioni (+31%) e gli incassi di circa 70 milioni di euro (+53%). 

Continua qui

venerdì 5 gennaio 2018

Le impressionanti immagini della valanga di ieri sul versante svizzero del Cervino

Aosta - Una webcam riprende l'imponente valanga che ieri si è staccata sul versante svizzero del Cervino, fra Täsch e Zermatt. La strada è stata chiusa e nessuno è rimasto coinvolto dall'evento.  

Una webcam riprende l'imponente valanga che ieri si è staccata sul versante svizzero del Cervino, fra Täsch e Zermatt. La strada è stata chiusa e nessuno è rimasto coinvolto dall'evento. 

Il video

Gelo record, in Florida 'piovono' iguane per il freddo

Anche le tartarughe marine si irrigidiscono quando le temperature calano

Con le temperature insolitamente fredde registrate in questi giorni in Florida, le iguane si congelano e piovono letteralmente dagli alberi. Secondo il National Weather Service, in alcune zone nel sud dello Stato la colonnina di mercurio è scesa a poco sopra lo zero e nei sobborghi di Miami i cittadini hanno riferito di tantissime iguane trovate a terra come paralizzate dal gelo. Secondo gli esperti gli animali, originari dell'America centrale e del sud, si congelano quando le temperature scendono sotto i 10 gradi centigradi. Tuttavia, le iguane possono rimanere in vita se il freddo non dura a lungo, altrimenti muoiono, in particolare le più piccole.

Continua qui

Usa: 'ciclone bomba', dopo la neve arrivato il gelo record

 

Dal pianto di Melania al suo terrore: 5 cose su Trump dal libro scandalo

La diffida presidenziale non è servita. “Fire and Fury”, il libro scandalo su Donald Trump, è uscito addirittura con qualche giorno di anticipo. Ecco alcune delle rivelazioni che imbarazzano la Casa Bianca raccolte dalla Bbc 
 
1)Secondo Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca ora nemico numero uno del presidente, l’incontro alla Trump Tower in piena campagna elettorale tra il primogenito di Trump e un’avvocatessa russa, avrebbe avuto toni «sovversivi» e «antipatriottici».

2)Le lacrime di Melania Trump dopo l’annuncio della vittoria del marito non sarebbero state di gioia. Tutt’altro. E lo stesso Trump quando l’esito del voto era ormai chiaro sarebbe passato da un’espressione di incredulità a una di terrore.

3)Fonti vicine a Trump hanno rivelato che per lui accompagnarsi alle mogli degli amici è una delle cose che rendono la vita degna di essere vissuta

4)Sempre secondo il libro Ivanka Trump, figlia del presidente, starebbe progettando di diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti

Continua qui  (video)


Trump: "dopo flop Russiagate mi attaccano su ogni fronte"

 

 

Nuvolosità di passaggio, in attesa della prossima perturbazione

Aumentano le nubi sui versanti tirrenici del Paese, ampie schiarite altrove, molto mite. 

La cresta anticiclonica che per qualche giorno è stata presente sui settori ovest europei, obbligando le correnti d'alta quota a provenire dai quadranti nord-occidentali, tende ora ad attenuarsi gradualmente traslando verso l'area balcanica. Al suo posto prende il sopravvento una circolazione di venti sud-occidentali che anticipano l'arrivo di una perturbazione che, a cavallo tra il weekend e l'inizio della prossima settimana, determinerà un cambiamento del tempo indirizzato soprattutto al nord e sui versanti tirrenici del Paese. 

La rotazione del vento dai quadranti meridionali determina già adesso un aumento della nuvolosità lungo i versanti alto tirrenici, al momento ancora senza precipitazioni. Le regioni che ne sono maggiormente interessate sono l'alto Lazio, la Toscana e la Liguria. Altrove prevale una nuvolosità alta e sottile che non disturba più di tanto l'irraggiamento solare, lasciando anche per oggi delle belle schiarite assolate. Le nevicate abbondanti lungo l'arco alpino sono cessate già da alcune ore.

Continua qui

Fortissime nevicate sulle Alpi per l'effetto "STAU", ma sale il rischio valanghe - Tutte le foto "nevose"

Le ultime novità sulla PERTURBAZIONE prevista a cavallo tra il weekend e l'inizio della prossima settimana

 

WEEKEND: ecco dove sono previste le precipitazioni più importanti 

 

 

“Caso sacchetti”, il ministero: «Sì a quelli portati da casa». Però monouso

Roma - No alla possibilità di riutilizzare i sacchetti per la spesa di frutta e verdura perché sussiste un rischio di eventuali contaminazioni, ma «non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti»: questa la posizione ufficiale del ministero della Salute, come spiegato dal segretario generale del dicastero, Giuseppe Ruocco.

«Il riutilizzo dei sacchetti - ha affermato Ruocco - determinerebbe infatti il rischio di contaminazioni batteriche con situazioni problematiche». Il titolare dell’esercizio commerciale, ha aggiunto il segretario generale del ministero della Salute, «avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l’idoneità dei sacchetti monouso introdotti».

E in una circolare interpretativa emessa oggi dal ministero dell’Ambiente in materia di sacchetti biodegradabili e inviata alla grande distribuzione (Coop, Federdistribuzione e Conad) si legge che le borse di plastica di qualsiasi tipo «non possono essere distribuite a titolo gratuito» dai supermercati, e «il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino.

Continua qui

Tra i diecimila turisti bloccati a Cervinia. “Siamo rimasti anche senza carburante”

Chiusa l’unica strada che porta al paese. La Protezione civile: non uscite di casa

Sulla località sciistica sono caduti oltre due metri di neve

Luca Fornovo
Cervinia
«Sono rimasto due ore a spalare la neve per liberare il mio fuoristrada e poi vengo a scoprire che la strada è stata chiusa. Siamo bloccati qui e non posso andare a sciare da nessuna parte». Federico contempla con amarezza la pista semivuota del Cretaz: solo qualche bambino con lo slittino e una manciata di sfegatati dello snowboard, che risalgono a piedi. Come migliaia di turisti, è un po’ disperato: «La nostra vacanza è rovinata, ci tenevo così tanto a portare i miei figli a sciare». Cervinia si è svegliata ieri sepolta da due metri di neve e completamente isolata. Secondo le stime del Comune, sono circa 10mila i turisti bloccati: 3.500 negli alberghi e 7mila in case e residence. Un po’ meno rispetto al pienone di Capodanno.

La grande paura ora è per «le maree bianche». La commissione valanghe ha deciso ieri alle 15 di chiudere la strada tra Cervinia e Valtournenche, in entrambi i sensi dal Lago Blu alla frazione di Singlin, permettendo ai turisti che volevano tornare a casa di scendere fino alle 17. «Stavo ciaspolando a Champleve - spiega Paul, un esperto alpinista - e in meno di un’ora ho visto tre slavine. Il livello d’allarme è stato alzato a 4, colore rosso, quasi il massimo: con il 5, il nero, che prevede che non possa neppure uscire di casa».

Continua qui

In VdA qualche ora di tregua del maltempo, ma nel fine settimana altre forti precipitazioni  


Frana all’altezza della galleria di Sant’Anna, chiuso tratto dell’Aurelia